L'ex Miss Italia Patrizia Nannetti:
«Per amore ho lasciato il glamour»

L'ex Miss Italia Patrizia
Nannetti: ​«Per amore
ho lasciato il glamour»
di Laura Ripani
«Ero una taglia 42. E lo sono rimasta». Patrizia Nanetti oggi è una splendida cinquantenne - anche se l’età di una signora non si dovrebbe mai rivelare - ma nel caso di Miss Italia 1981 possiamo permetterci di fare un’eccezione. «Erano - sorride - i tempi nei quali ancora si prendevano le misure, le mie onestamente non me le ricordo, mi pare 88, 65, 89 ma non ne sono sicura. So solo che fu l’unica cosa che non mi piacque di quell’esperienza che, invece, ricordo con tanto affetto».



Il segreto
Il segreto di Patrizia, oggi come allora, è tenersi in forma con lo sport. «Faccio un’ora di palestra al giorno, specialmente ora che sono tornata qui nelle Marche e ho un po’ più di tempo a disposizione. Nuoto, pilates e, d’estate tanto running sulla spiaggia, almeno 10 chilometri. Ho una consigliera d’eccezione, la mia amica Silvia Luna, campionessa di maratona. Quest’anno, poi, mi riprometto di correre anche d’inverno, magari sul lungomare qui di Falconara dove sono ritornata qualche anno fa, per amore di mio marito». Riannodiamo con Patrizia i fili di una vita «che mi ha dato tanto», partendo dalla fine. «Oggi mi occupo della piccola agenzia immobiliare di famiglia». Un padre, il suo, orgoglioso fino a contattare egli stesso il giornale e raccontare, in occasione della recente elezione di Miss Italia, il traguardo conseguito dalla figlia oramai più di 30 anni fa. «Ho conosciuto mio marito nel 98 e nel 2004 sono tornata nelle Marche. Abbiamo avuto per anni l’azienda di maglieria Fly 3 e io mi occupavo sia del negozio sia del marketing, professione che avevo intrapreso a Milano». La capitale della moda l’aveva rapita subito dopo Miss Italia. «Un concorso dove sono capitata quasi per caso. Sin da allora mi piaceva la moda e avevo cominciato a fare servizi per un parrucchiere. Avevo solo 16 anni e tanti sogni nel cassetto. Anche perché, all’epoca, non bisognava essere maggiorenni. Mi chiamò Mimmo del Moro alla finale regionale di San Benedetto, tramite la mia amica Elvira Carfagna con la quale poi andammo a Formia per la finale nazionale. Ricordo Paolo Notari, che presentava. Erano da poco passati gli anni della contestazione, il concorso non viveva momenti esaltanti, le femministe ci davano addosso. Ma per me fu un vero trampolino di lancio. Ebbi la comprensione dei miei professori, al Ragioneria di Ancona, mi consentirono di girare l’Italia con quel titolo. Di entrare nello show biz senza perdere l’anno scolastico, nonostante i 4 mesi di assenza».



La Tv
«La prima esperienza televisiva fu con Drive In. Fino ad allora c’era stata solo la Rai - la mia elezione fu mandata in differita - e si parlava appena delle Tv private. Mi chiamarono da Italia 1, se non ricordo male all’epoca c’era Giorgio Medail. Superai il provino. Ed entrai a far parte delle ragazze guidate da Tinì Cansino, allora starlette della trasmissione. Diventammo persino amiche». Poi però Patrizia decise di virare. «Diciamo che sentivo già parlare delle prime “cene eleganti” e il mio obiettivo era un altro. Lavorare nella moda. Non mi piaceva quando magari ci si doveva togliere il reggiseno, peraltro senza motivo, non era il mio mondo». Erano insomma, cominciati gli anni della Milano da bere e magari qualcuno stava cercando di testare quali fossero le ragazze più disinibite. O forse era stata male interpretata una brutta storia dalla quale Patrizia si è dovuta difendere.



Il processo
«Dopo Miss Italia qualcuno diciamo “ritoccò” alcune foto che avevo scattato in precedenza, in costume. Io non mi ero mai fatta ritrarre a seno nudo. Chiesi il sequestro, ci fu il processo, lo vinsi». Tosta, insomma, e gran lavoratrice, come tutte le marchigiane, ben presto emersero più le qualità professionali che le certificate forme da Pin Up.
Decise anche di studiare recitazione. «Entrai - racconta - nella scuola di Vittorio Gassman, la Maieutica. Lui, un mostro scaro. Un carisma infinito. Quando entrava calava il silenzio. E quando parlava sembrava sempre che recitasse. Era lui il personaggio». Ma è negli anni successivi che per Patrizia il destino si compie, sempre a Milano «dove avevo ritrovato anche Elvira che aveva sposato Walter Zenga e anche lei era rimasta lì. Anche dopo.

L’incontro
L’incontro che definì la sua carriera di modella fu però quello con Versace. Un’icona degli Anni Ottanta, forse il brand italiano più famoso al mondo in quel periodo. «Il casting era svolto da Donatella e Santo, i fratelli di Gianni, il vero genio della famiglia. Arrivammo in 30/40 ragazze e per tutte c’era una sola taglia di scarpe, il numero 40. Io indosso il 38. Quando entrai, vuoi per la giovane età vuoi per l’alone che circondava il maestro, ero molto timorosa. Pensavo poi di non riuscire a restare in piedi su quelle scarpe così ampie. Lui, che dei tre fratelli era sicuramente il più empatico, mi mise subito a mio agio. Mi guardava negli occhi e subito capì che mi trovavo a disagio».



A piedi nudi
«Gianni Versace - continua Patrizia - mi disse subito: che problema c’è? Vai scalza...poi ti troveremo una 38». Insomma, era stata ingaggiata. Per Versace Patrizia ha girato il mondo: Parigi, Germania, lo showroom di Milano. E, una volta scesa, per “raggiunti limiti di età” ma soprattutto per amore dal tacco 12, la ex Miss Italia non ha certo abbandonato quel settore. «Ho continuato con Max Mara - racconta - a Reggio Emilia occupandomi del settore marketing e lavoravo anche nella rete vendita, fino al 2004 quando ho deciso di tornare definitivamente nelle Marche sette anni prima di sposarmi». I figli, senza troppe ansie, non sono arrivati così Patrizia rivela il suo sogno nel cassetto.

La solidarietà
«Mi piacerebbe - confessa - fare del volontariato. Mi sento, infatti, una donna realizzata e sono contenta di tutte le scelte che ho fatto ma ora vorrei occuparmi di qualche associazione. Con la maturità e il maggior tempo a disposizione ho almeno mezza giornata per potermi dedicare agli altri. Deciderò in questi giorni chi contattare ma sono orientata verso chi presta la propria opera nei confronti dei più piccoli, in Italia o all’estero. Ci sono tanti gruppi meritevoli». Non poteva mancare un giudizio sull’ultima edizione di Miss Italia, trascorsa da pochi giorni.
«Certo che guardo, ogni anno, la finale. Anzi, adesso che va su La 7 e le serate si sono ridotte di numero riesco anche a stare più attenta. Mi suscita sempre tanti ricordi piacevoli, mi ricorda la mia giovinezza, Mi fanno tanta tenerezza quelle ragazze che, come me allora, partono con una valigia carica di sogni. Se ho pianto quando sono stata incoronata? Non lo so, forse sì». Solare, ancora dopo 36 anni Patrizia, come tutte le Miss Italia...per lei il sogno continua!.
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Lunedì 18 Settembre 2017, 15:18 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2017 15:18

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