L'offidana Pasqualini: «Da guida a cameriera
così ho conquistato la carriera diplomatica»

Pasqualini: «Così il sogno
della carriera diplomatica
è diventato una realtà»
di Lucilla Niccolini
«Come si fa ad arrivare a fare il console in Cina partendo da Offida? È una domanda che mi faccio spesso. Si tratta di un percorso che ho intrapreso molto giovane senza sapere dove mi avrebbe condotto». Da Offida a Canton, per Lucia Pasqualini la strada non è stata lunga né impervia. Solo tanto impegno. «Tutto ha avuto inizio da una grande passione per le lingue e i viaggi. A sei anni già volevo imparare l’inglese, ma all’epoca ad Offida non c’erano molte possibilità di seguire corsi. Così, a quattordici anni ho chiesto ai miei genitori di poter fare una vacanza-studio in Inghilterra. E da allora sono partita ogni estate per migliorare la lingua». Dopo la seconda vacanza-studio, Lucia si sente sicura e decide di partire da sola. «Ho fatto la guida turistica nelle cattedrali, e anche la cameriera».

La studentessa apprendista
Ieri studentessa apprendista nella capitale britannica, oggi sulla poltrona di console generale di Canton, dal 1° agosto. «Lo devo innanzitutto ai miei genitori, che hanno sempre sostenuto le mie scelte, molte delle quali non sempre facili da assecondare. Quando mi hanno lasciato andare in Inghilterra a studiare, poi più tardi a lavorare, non sapevano quasi mai dove realmente andassi. Da madre, oggi comprendo quanto sia costato loro darmi tanta fiducia». All’epoca, non era così usuale e soprattutto non esistevano i cellulari. «Loro mi hanno lasciato studiare ciò che amavo e inseguire un sogno che era più grande di quanto potessero immaginare. Di quanto potessi immaginare io stessa». Il sogno di lavorare in diplomazia, in Lucia nasce all’università, quando s’iscrive a Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Incontra personalità e stringe amicizie che le fanno comprendere cosa vuole fare da grande. «Ho conosciuto il professor Pietro Pastorelli: le sue lezioni di Storia dei Trattati e Politica Internazionale sono state fondamentali. Grazie a lui mi sono appassionata alle relazioni internazionali e ho imparato a leggere gli avvenimenti».

Il sogno da inseguire, sempre
Non ha mai pensato, nemmeno una volta, di abbandonare il suo sogno, neppure quando viene bocciata al primo concorso di Diplomazia. «Sapevo che era difficile, ma anche che era, ed è, un concorso trasparente, dove vincono i meriti. Ero studiosa e soprattutto molto determinata, perché sono convinta che non ci sono scorciatoie nella vita». E al secondo tentativo, ce la fa. Al suo fianco, il giovane Clemente Contestabile, che sarebbe diventato suo marito. «Ci siamo conosciuti davanti alla porta dello studio del prof Pastorelli, di cui eravamo entrambi laureandi. Mentre aspettavamo di essere ricevuti per la revisione delle rispettive tesi di laurea, abbiamo scoperto di avere le stesse passioni e lo stesso sogno». Affinità elettive. «Poi, mio marito, che aveva superato il concorso al primo tentativo, è stato di grande aiuto, incoraggiandomi con utili suggerimenti». Oggi, Clemente Contestabile è console generale di Macao-Hong Kong, nella regione accanto a quella di Canton, dove si è insediata Lucia.

I consoli vicini di provincia
«Ognuno risiede nella sua città, io a Canton e lui a Hong Kong, e quando è possibile ci riuniamo nel fine settimana: col treno ad alta velocità appena inaugurato, sono solo 45 minuti di viaggio». Tutto sembra praticabile, tutto realizzabile, nelle parole e nell’esperienza di Lucia, che nel frattempo ha avuto due figli. «Francesco è nato a Roma tredici anni fa. Ci siamo trasferiti a Pechino quando aveva nove mesi. Ho dei ricordi bellissimi di quel periodo: era la mia prima sede all’estero, che per un diplomatico è un po’ come il primo amore. Poi è nata mia figlia Alice, a Pechino nel 2009». Sono stati anni importantissimi per la sua formazione: imparare a programmare bene i propri impegni, saper stabilire le priorità e gestire le emergenze.

«Io, mamma, una persona migliore»
«Credo che diventare madre mi abbia reso un funzionario e una persona migliore». Per i figli, Lucia si impegna a cercare aiuto e trova tate amorevoli. «Mi hanno aiutato a diventare una mamma migliore». E tuttora i ragazzi sono molto felici in Cina. «Mi preoccupavo per la loro integrazione nella nuova scuola, a Canton, e invece si sono subito inseriti meravigliosamente e hanno già tanti nuovi amici». La prima volta di Lucia Pasqualini in Cina, dal 2006 al 2010, a capo della segreteria dell’ambasciatore a Pechino. «Mi occupavo del coordinamento dell’attività dell’ambasciata». Poi, vice console a New York, dove incontra persone che porterà sempre nel cuore. Lancia l’iniziativa dei sottotitoli delle opere liriche al Met.

Dare un’opportunità agli altri
«Non soltanto una soddisfazione personale, ma qualcosa di più. A New York ho imparato a dare sempre un’opportunità agli altri, e a valutarli per i risultati». Ora, a capo del consolato di Canton, ho responsabilità di gestione diretta su un’area che copre sei province, con una popolazione di oltre 300 milioni di abitanti. Tre-cen-to milioni di abitanti. È una grande sfida, soprattutto sotto il profilo promozionale. L’obiettivo principale è incentivare le opportunità di affari per le aziende italiane e promuovere il nostro Paese in un mercato in continua crescita, desideroso di scoprire il mondo e acquistare prodotti di qualità».

La Little Italy di Changsha
Pochi giorni fa, il console Pasqualini ha inaugurato la Little Italy, la “città italiana” di Changsha, nello Hunan. «Vi è presente anche Casa Marche, un’iniziativa di Cristiano Varotti, marchigiano, che vive lì da alcuni anni. Presso Casa Marche, sono esposti i prodotti marchigiani e molte aziende vi possono trovare ospitalità per scopi promozionali. Il mercato cinese ha un’importanza fondamentale per tutti i produttori italiani». Parliamo di oltre 1 miliardo e 400 milioni di persone, in un momento di crescita delle disponibilità economiche della classe media cinese. Lucia sottolinea: «Aumentando il potere di acquisto, aumenta anche il desiderio di acquistare prodotti di qualità e altamente innovativi. L’Italia ha molto da offrire ai consumatori cinesi». Quanto manca, l’Italia, alla giovane console? «Il nostro lavoro consiste nel promuovere il nostro Paese nel mondo e l’Italia è nel nostro cuore, ogni giorno, attraverso il nostro operato. E poi, da quando siamo all’estero, solitamente torniamo una volta l’anno, d’estate. Così, quando guardo le nostre colline e il mare all’orizzonte, mi piace credere che nulla, qui, sia cambiato». Da Offida nel mondo, e ritorno. Ma il mondo è troppo grande e interessante.
 
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Venerdì 9 Novembre 2018, 10:51 - Ultimo aggiornamento: 09-11-2018 10:51

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