L'elezione del Presidente, Acquaroli: «Favorevole a una donna, nel mio partito è leader»

Sabato 29 Gennaio 2022 di Francesco Acquaroli
L'elezione del Presidente, Acquaroli: «Favorevole a una donna, nel mio partito è leader»

Prima notizia dalla giornata di ieri, una giornata intensa, cruda, caotica, rovente. Quei tre nomi che abbiamo fatto noi dei centrodestra non bastano, e non basta neppure il nome della seconda carica dello Stato. Il risultato ottenuto nella prima votazione dalla presidente del Senato Casellati è stato molto sotto le aspettative, inutile girarci intorno. Un down profondo di almeno 70 voti, evidentemente c’è stato chi non ha gradito quel nome e non siamo stati certo noi di Fratelli d’Italia. Alla luce di quello che è accaduto, la cosa più urgente è stata far ripartire le trattative per una soluzione di ampie intese, visto il numero enorme di no e di veti incrociati che sono stati fatti sulla platea di candidati che aveva proposto il centrodestra. Trattative che andranno avanti nella notte, speriamo di arrivare già oggi a una definizione di un nome condiviso che possa far superare la fase di stallo e proiettare presto le istituzioni sui problemi più urgenti del Paese (non che l’elezione del Presidente della Repubblica non lo sia). In serata si è sparsa la voce della possibilità di un incarico a una donna - Elisabetta Belloni - scelta appoggiata da Lega e M5S attraverso le parole di Salvini e Conte. Ovviamente un presidente donna è una novità importante e gradita, un valore aggiunto. Non lo devo certo sottolineare io che ho una donna come presidente del partito, unico caso in Italia. Nella seconda chiama il presidente uscente Mattarella ha preso 336 voti. Un altro segnale: mi pare strano che a fronte di una dichiarazione dei segretari di Pd, Leu e M5S (votate scheda bianca) le indicazioni non siano state rispettate. Leggo la cosa come un fenomeno identico e contrapposto a quello della mattina con la Casellati. Perché è chiaro che 336 persone non fanno la stessa cosa per caso. Quindi, il messaggio è chiaro: non so se sia diretto ai leader dei partiti, ma è sicuramente un episodio da non sottovalutare. Nella mia giornata ho incontrato una serie di tecnici con cui mi sono confrontato sulla gestione della crisi e sul rilancio della nostra regione. Regione che è rimasta in giallo, nell’ultima settimana il numero dei contagiati e dei ricoveri ha rallentato la sua crescita. Non significa che possiamo essere meno attenti nei comportamenti che devono restare virtuosi. Però è un segnale che va colto con ottimismo.

*governatore Regione Marche
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