L'elezione del Presidente, Dino Latini: «Casellati, mamma mia la caduta fa rumore»

Sabato 29 Gennaio 2022 di Dino Latini
Dino Latini

Tutto diventa espresso. Due votazioni in un giorno, la spinta è a fare presto, ma il brutto colpo subito dal centrodestra con solo 382 voti per Elisabetta Casellati non aiuterebbe a trovare una soluzione nell’immediato. La forzatura nel mettere in gioco la seconda carica istituzionale non ha sortito l’effetto sperato di tenere almeno gli stessi voti che il centrodestra ha sulla carta. Gongola il centrosinistra che aveva posto come limite 401 per la Casellati. Sorridono gli ortodossi del M5S, quelli più legati a Di Maio. Appena finito lo spoglio della prima chiama il Transatlantico si svuota e fuori a Montecitorio le troupe televisione rincorrono Marcucci ed Emiliano e spiegano come avessero ragione nello stabilire la necessità di un metodo condiviso. Invece La Russa precisa che il centrodestra del Paese non merita il centrodestra che sta nel Parlamento. I leader ora sono impegnati a indirizzare le truppe verso una seconda chiama in cui ci sia o un risultato o un accordo se non fra tutti, fra molti, o la vittoria del proprio schieramento che possa fiaccare definitivamente le velleità avversarie. In attesa di ciò sono i giornalisti parlamentari ad enfatizzare le loro previsioni, essendo conoscitori dei segreti di ogni schieramento. Alla buvette c’è di nuovo il Senatur Bossi che loda le Marche ed i marchigiani a cominciare dalla sua prima collaboratrice Nicoletta, originaria di Numana. Dietro di lui Casini, come l’acqua Fiuggi, 20 anni di meno di quelli anagrafici, che dà udienza ad alcuni parlamentari di M5S che si ricorda della sua visita nelle Marche come presidente della Camera dei Deputati. Poco dopo passa il ministro Franceschini un po’ annoiato e distante e cerca qualcuno che non trova. Vicino a me si muove Guerini con cui ricordiamo i trascorsi politici di gioventù. Attorno a lui si forma un capannello di deputati del Pd; tutti a discutere sulla sconfitta del centrodestra. E adesso? In serata Conte e Salvini raggiungono un’intesa sul nome della Belloni, ma Berlusconi e (soprattutto) Renzi sono durissimi e contrari sulla scelta. Rimangono in pista Draghi e Casini con Mattarella che giocata come carta salvatrice potrebbe raccogliere i 2/3 dei voti, così da non poter rinunciare ad un bis. E il bis di Mattarella sembra essere quello quotato dal centrosinistra. Ieri sera intanto - nella seconda chiama ha ottenuto 336 voti. Mica pochi.

*presisdente del consiglio regionale Marche
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