Pentagono, 160 famiglie dovranno essere risarcite: prezzi delle case lievitati, quasi 30 anni dopo la Cassazione dà ragione ai soci

Domenica 18 Aprile 2021 di Thomas Delbianco
Pentagono, 160 famiglie dovranno essere risarcite: prezzi delle case lievitati, quasi 30 anni dopo la Cassazione dà ragione ai soci

PESARO -  E’ una vicenda quasi generazionale, che risale alla metà degli anni ‘90, ma adesso la Corte di Cassazione pare aver messo la parola fine, o comunque tutto il suo peso, nella querelle giudiziaria che nei decenni ha visto contrapporsi 160 famiglie e il Consorzio “Il Pentagono” che doveva costruire decine e decine di appartamenti dei condomini che oggi compongono i nuovi quartieri di Pesaro lungo l’asse dell’interquartieri: la Celletta e, appunto, il Pentagono. Quasi 30 anni dopo la Cassazione dà oggi ragione ai soci delle cooperative: 160 famiglie dovranno essere risarcite con circa 3 milioni di euro. 

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Una storia estenuante, iniziata nella seconda metà degli anni ’80, continuata fino alla metà degli anni ‘90 e poi proseguita, con i conseguenti strascichi giudiziari, fino ai giorni nostri. Bisogna scavare nella memoria recente di Pesaro per delineare i contorni che il tempo ha sfumato. Si tratta della vicenda della cooperativa edilizia Il Pentagono, una delle ultime consistenti progettazioni urbanistiche del Comune che si allargava in periferia, da Pantano fino a Santa Veneranda. Poi la crisi dell’edilizia e demografica hanno posto uno stop all’espansione abitativa sostituita dallo slogan “costruire sul costruito”. Ma quella volta era tutto un fiorire di cantieri. Centinaia di abitazioni sulla carta, ma mentre i lavori andavano avanti, non tutta filava liscio. Soprattutto i prezzi lievitavano. 

Così, nel 1995, 160 soci, con il patrocinio dell’avvocato Paolo Ronconi, avevano citato in giudizio gli amministratori dell’allora Consorzio “Il Pentagono”, «per accertare le responsabilità nella gestione delle cooperative consorziate, in particolare per l’ingiustificato aumento dei prezzi degli appartamenti prenotati dai soci. Gli aumenti ingiustificati ammontavano complessivamente ad alcuni miliardi di vecchie lire. Il Consorzio, da anni in liquidazione, nell’esercizio della sua funzione istituzionale di tutela dei soci, con l’assistenza dell’avvocato Luca Lucenti, intervenendo nel giudizio, ha dato adesione e sostegno alle buone ragioni dei soci».

 La Corte di Cassazione, con la sentenza dello scorso 16 aprile, «come prima il Tribunale di Pesaro e la Corte d’Appello di Ancona, ha fatto giustizia - commenta l’avvocato Ronconi - confermando il pieno diritto dei soci delle cooperative e respingendo i ricorsi presentati dagli ex amministratori del Consorzio non più in carica dal 1995». Il risarcimento complessivo indicato dai legali per i 160 soci, risalente alle stime del 2008, è di circa 3 milioni di euro. «Un particolare ringraziamento per la dedizione, la costanza e la professionalità espresse vanno, nei rispettivi ruoli svolti, agli avvocati Paolo Ronconi e Luca Lucenti, ai giudici e ai consulenti di parte che hanno consentito di fare piena luce su una vicenda edilizia triste e che ha inflitto ai soci e ai loro famigliari, alcuni dei quali, oggi, non ci sono più, sacrifici e significative difficoltà per non dire sofferenze, durati oltre trent’anni» intervengono così i soci che hanno avuto ragione in giudizio.

«Una giusta e tanto attesa conclusione - chiosano le famiglie - per quella che può essere considerata una battaglia di civiltà e non solo una questione giudiziaria, che va ben oltre il riconoscimento dei danni economici subiti, ma che vuol essere di “monito” a chi ha gestito, gestisce e gestirà gli interessi di chi in buona fede affida loro soldi e speranze». 

 

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