Nelle foto su Facebook gli stessi abiti usati durante i colpi: i ladri ragazzini traditi dai social

Giovedì 17 Dicembre 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, nelle foto su Facebook gli stessi abiti usati durante i colpi: i ladri ragazzini traditi dai social

PESARO - Incastrati grazie alle immagini su Facebook in cui indossavano gli stessi vestiti utilizzati durante i furti. Tra i colpi anche quello a Casa Fazi in viale Trieste. La squadra mobile della questura di Pesaro ha sottoposto a fermo due ragazzi di 18 anni, accusati di aver commesso 5 furti in negozi a Pesaro.

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L’indagine è partita in seguito a una serie di furti avvenuti tra agosto e novembre. Fatti negativi e molto odiosi soprattutto in un periodo come questo in cui l’emergenza covid ha colpito i consumi e dunque gli esercenti.

 

Gli investigatori avevano stretto il cerchio su due ragazzi, uno straniero, neo maggiorenni. Dalle immagini di videosorveglianza erano emersi i primi indizi a carico dei responsabili.

Modus operandi

Il modus operandi era sempre lo stesso: i due agivano di notte, forzavano le porte o le serrande degli esercizi e rubavano il fondocassa. Qualche centinaia di euro, ma anche danni. La svolta è arrivata sabato scorso quando gli agenti della squadra mobile diretti da Eleonora Cognigni sono riusciti a individuare la dimora temporanea del ragazzo straniero. Hanno fornito quindi tutti gli elementi indiziari all’autorità giudiziaria per l’emissione di un decreto di perquisizione. Hanno rintracciato in strada il sospettato e poi hanno perquisito la casa di un connazionale che lo ospitava. Qui gli agenti hanno trovato uno degli abiti indossati durante i furti e immortalato dalle telecamere di videosorveglianza. Vestiti finiti anche sulle loro pagine Facebook. In casa c’era anche il secondo sospettato, un ragazzo italiano neomaggiorenne. Raccolti tutti gli elementi e puntellata l’indagine, gli investigatori hanno formulato un quadro indiziario a carico di entrambi. Inoltre, essendo senza fissa dimora, erano in procinto di lasciare Pesaro. Motivo per cui gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Giovanni Narbone, hanno determinato il fermo di polizia, portando gli indagati al carcere di Villa Fastiggi. Entrambi avevano anche dell’hashish utilizzato per uso personale.

Tutti gli addebiti

Tra i furti contestati quello a Casa Fazi Poke dove avevano sfondato il vetro e preso qualche centinaio di euro. Poi avevano colpito due volte in tre giorni a Marikella sul lungomare Nazario Sauro, all’Hotel Napoleon dove hanno rubato un bici dal garage e infine dai Geme in Baia Flaminia con un bottino di circa 500 euro. Ieri mattina il Gup ha convalidato il fermo e applicato la misura della custodia in carcere, considerato il pericolo di reiterazione del reato che provoca allarme sociale tra cittadini ed esercenti. I ragazzi hanno ammesso gli addebiti. «Si tratta di un ottimo risultato operativo raggiunto grazie alla perfetta sinergia tra forze dell’ordine e autorità giudiziaria – spiega Eleonora Cognigni, dirigente della squadra mobile – sono condotte delinquenziali che generano senso di insicurezza per la collettività. È stata importante anche la collaborazione dei cittadini, proprio per consentire a noi di intervenire in tempi rapidi e per risalire ai responsabili». Le indagini non sono chiuse perché gli investigatori stanno cercando di verificare altri episodi potenzialmente commessi dai ragazzi.

 

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