Spaccate senza sosta, nella banda rom anche ladri "poveri": percepivano il reddito di cittadinanza

Mercoledì 16 Dicembre 2020
I carabinieri hanno eseguito le indagini

CHIARAVALLE - Aveva colpito anche a Chiaravalle, il 15 novembre 2019, la banda di ladri di cui facevano parte anche tre beneficiari del reddito di cittadinanza, sgominata dai Carabinieri di Reggio Emilia nel corso dell’operazione denominata “Ariete”. Diciotto gli indagati, cui vengono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere, furto aggravato, danneggiamento e ricettazione.

 

 

La banda era specializzata in furti con spaccata ai danni di bar (l’obiettivo erano soprattutto le slot machines), negozi di lusso, distributori di benzina, tabaccherie e gioiellerie. Ventidue i colpi consumati tra le province di Reggio Emilia, Modena e Parma dal 1 luglio 2019 al 12 marzo 2020. I banditi, che avevano tracciato una vera e propria mappa dei bersagli, si erano spinti anche in Vallesina: erano entrati in azione il 15 novembre 2019 a Chiaravalle, rubando una Volkswagen Golf parcheggiata in via Clementina oltre a degli attrezzi da carpenteria. Il bottino dei colpi messi a segno ammonta a circa 100.000 euro, ma i danni arrecati agli esercizi commerciali dalle spaccate con auto, tombini e mazze, è di oltre il doppio. La “firma” della banda composta per lo più da rom erano infatti i danni ingentissimi provocati durante i furti.

Diversi componenti del sodalizio criminale risiedono in tre campi nomadi (del Reggiano, del modenese e del ferrarese) e hanno tra loro anche rapporti di parentela stretti: ci sono marito e moglie, fratelli e cugini. Dei 18 indagati, 16 erano già gravati da precedenti specifici per reati contro il patrimonio. Tre uomini che ricevevano il sostegno economico statale sono stati scoperti grazie ad indagini incrociate con l’Agenzia delle Entrate. Complessivamente sono state emesse 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Emessi anche cinque obblighi di dimora nei rispettivi comuni di residenza e due ordini di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria (per due donne di 24 e 25 anni). 

© RIPRODUZIONE RISERVATA