Lo spirito libero di Elio Fiorucci (ri)spalanca il mondo su Gradara. Il docufilm sullo stilista conquista Milano

L'ex assessore di Gradara Andrea De Crescentini con gli autori del docufilm e Costanza Cavalli Etro
L'ex assessore di Gradara Andrea De Crescentini con gli autori del docufilm e Costanza Cavalli Etro
di Gianluca Murgia
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Lunedì 14 Marzo 2022, 08:20

GRADARA  - Gli amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. Quello per Elio Fiorucci, spirito libero, anima geniale e visionaria della moda, 7 anni dopo la sua morte, ha ancora il potere di proiettare Gradara nel mondo. Lo ha fatto con il docufilm “Free Spirit”, dedicato alla sua figura di grande stilista e uomo gentile, presentato in anteprima alla Triennale di Milano, tempio laico del design, in occasione dell’ultima Fashion Week e lo rifarà il 26 marzo in un evento a Lugano.

Un modo per celebrare Fiorucci e, di rimando, i luoghi a lui cari come lo è stata Gradara dove, non a caso, dal 2017, si trova la ribattezzata Scalinata dell’Amore Elio Fiorucci. Tra i fondamentali fautori di questo progetto (concepito quando lo stilista era ancora in vita e terminato postumo con la firma di Servi e Bergman) c’è un grande amico di Fiorucci e ambasciatore “ad honorem” di Gradara e delle Marche: l’ex assessore ed ex presidente di Gradara Innova, Andrea De Crescentini. Il docufilm si apre proprio con la sua voce, ripresa anche da Canale 5 per un servizio su X-Style. 

«In 55 minuti di docufilm Gradara ne prende quasi 5. Se l’appuntamento di Milano è stata la consacrazione, quello di Lugano rimarca l’importanza che ricopre ancora Fiorucci nel mondo - spiega De Crescentini -. Il prossimo progetto è di portarlo al Festival del Cinema di Venezia. E da aprile, se tutto va bene, sarà visibile su una piattaforma molto conosciuta». Una vetrina internazionale per Gradara che, al pari di metropoli mondiali, testimonia il percorso di Fiorucci. De Crescentini, a Milano, è salito sul palco con Milly Moratti e ha intervistato, da perfetto padrone della situazione, anche il fotografo Oliviero Toscani mettendo in fila, come perle rare, aneddoti privati che descrivono genio ed umanità di Fiorucci. «Per me è stato quasi come un padre - racconta De Crescentini -. Ho avuto la fortuna di frequentarlo e imparare tante cose, di apprezzarlo sia nel mondo del lavoro che fuori, perché era dotato di un grandissimo altruismo e gentilezza oltre ad essere un genio creativo, un precursore, colui che ha reso la moda pop, che ha inventato i fashion jeans, i concept store con il suo famoso logo con gli angioletti». 

Nel 2008 Fiorucci e De Crescentini hanno dato il via ad un sodalizio importante culminato con una sfilata nel borgo di Gradara («Illuminato da fiaccole, su un tappeto blu...»), una mostra sulla sua quarantennale attività a Palazzo Rubini Vesin, poi a Cattolica e replicata a Carpi, varie lezioni con la scuola di moda... Grazie a loro Gradara è arrivata al Salone del Mobile di Milano e al Mugello, con la Yamaha come sponsor ed Elio Fiorucci in griglia di partenza. «Quando Fiorucci muore, nel 2015, a 80 anni, per un malore, poco dopo mi contatta la sorella e mi dice che stavano realizzando un docufilm su di lui - riavvolge il nastro del tempo De Crescentini -. Ho incontrato il gruppo di lavoro, ho portato la mia conoscenza, il materiale che avevo e il mio spirito». Con Gradara sempre presente. Non a caso nel 2017 De Crescentini si è speso in prima persona con sindaco e prefetto per far intitolare ad Elio Fiorucci, nel borgo di Paolo e Francesca, la Scalinata dell’Amore nonostante non fossero ancora trascorsi 10 anni dalla scomparsa.

Lo sguardo grandangolare di De Crescentini, fuoriclasse per empatia ed entusiasmo nel tessere rapporti a livello culturale e finanziario, ha fatto il resto. «Conoscevo la direttrice del Fashion Film Festival, Costanza Cavalli Etro, e l’ho convinta a fare una serata in omaggio per Fiorucci. Una vetrina mondiale anche per Gradara. Lo scorso gennaio abbiamo fatto la presentazione in streaming sulla piattaforma mymovies con collegati giornalisti di tutto il mondo. Prima del docufilm ci sono state tre “capsule” per ricordare Fiorucci, una era la mia» registrata in auto, il luogo teatro di tante chiacchierate con Fiorucci. «Visto il successo del docufilm, denso di interviste e filmati realizzati a Gradara, quando il Covid ha allentato la morsa si è voluto organizzare l’evento in presenza lo scorso 27 febbraio. Questo grazie anche al presidente della Camera della Moda, Carlo Capasa, e al presidente della Triennale Stefano Boeri. Il prossimo obiettivo? Ci stiamo lavorando con Milly Moratti: intitolargli e trasformare in luogo di arte contemporanea la Galleria a San Babila, dove nacque il suo primo negozio e dove la gente ci entrava per capire cosa accadeva nel mondo»

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