Pesaro, estetiste e parrucchiere abusive, un centinaio di segnalazioni: «Si fanno pubblicità sui social»

Pesaro, estetiste e parrucchiere abusive, un centinaio di segnalazioni: «Si fanno pubblicità sui social»
Pesaro, estetiste e parrucchiere abusive, un centinaio di segnalazioni: «Si fanno pubblicità sui social»
di Luigi Benelli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Aprile 2020, 06:57

PESARO - Estetiste, parrucchiere improvvisate che si offrono per andare a casa delle persone a fare acconciature o cure di bellezza. La Confartigianato Benessere solleva il caso e parla di un “boom di abusivi”. Con tanto di un centinaio di segnalazioni alle forze dell’ordine per richiedere controlli. A parlarne è Luca Casagrande, responsabile del settore Benessere di Confartigianato Ancona e Pesaro Urbino. 

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«Con le attività chiuse per il Decreto Conte sul coronavirus - spiega - è boom di abusivi a domicilio nel settore del benessere ed è ora di utilizzare il pugno duro. E’ un malcostume diffuso anche nella provincia di Pesaro. Parliamo di finte estetiste o parrucchieri senza alcun titolo, abilitazione professionale o autorizzazioni che si offrono a domicilio per la cura del corpo. Per noi è inaccettabile perché vediamo le pubblicità persino sui social».
 
«Abbiamo verificato decine e decine di persone non in regola. Le stiamo segnalando alla Guardia di Finanza e all’Ispettorato del Lavoro. È chiaro che in una fase come questa i controllori sono pochi. Ma soprattutto occorre intervenire in flagranza di reato, ma non è affatto semplice. Per cui il settore sta esplodendo di abusivi. Ma è bene mettere mano a questa situazione e far sì che promuoversi sui social e non essere in regola equivalga a una auto-denuncia».
Sindaci coinvolti

Casagrande ha già attivato i sindaci. «Abbiamo chiesto a loro un aiuto affinchè possano intervenire tramite la polizia locale. Parliamo di persone che speculano sulla pandemia e mettono a repentaglio la salute della gente. A Pesaro contiamo circa 1200 iscritti come acconciatori, estetisti, ma c’è un sottobosco che genera una concorrenza sleale. Chiediamo con forza che vengano fatti maggiori controlli – è l’appello di Casagrande – per stanare chi viola le regole. Anche i Comuni devono fare la loro parte e sollecitare maggiori controlli per verificare situazioni di illegalità. L’offerta di servizi di estetica ed acconciatura porta a porta è un fenomeno disonesto rispetto ad una intera categoria di artigiani onesti, chiamati da settimane a tenere chiusa la loro attività e a vedere di fatto azzerati i loro fatturati. Non lo accettiamo. Anche i consumatori devono essere consapevoli dei rischi a cui si espongono».
Accorato appello
Confartigianato si fa portavoce di un appello accorato da parte dell’intera categoria del benessere, rivolgendosi anche alla cittadinanza perché segnali qualsiasi tipo di proposte di servizi da parte di chi in questo periodo effettua tagli di capelli o manicure a domicilio in barba a leggi e rischi di contagio. «Un grido d’allarme che rivolgiamo con forza per stanare questo abusivismo da pandemia, così da denunciare i trasgressori, penalmente, secondo le disposizioni urgenti in materia di emergenza sanitaria Covid-19. Chiediamo di attivare un numero dove ricevere le segnalazioni e le denunce di questo tipo – è la proposta di Confartigianato – considerando che queste persone mettono a rischio la propria salute e quella dei clienti».

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