Pesaro, Coronavirus, su 60 alberghi la metà sono ancora chiusi. Quelli in affitto trattano sui canoni

Martedì 23 Giugno 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, Coronavirus, su 60 alberghi la metà sono ancora chiusi. Quelli in affitto trattano sui canoni

PESARO - Canone d’affitto più basso per i gestori delle strutture ricettive del nostro lungomare. Altrimenti non si riapre. Nell’estate post Covid, alcuni albergatori, in attesa della riapertura del 4 luglio, sono alle prese con trattative sugli affitti chiuse solo negli ultimi giorni e altre ancora in corso.

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Due gli strumenti che gli albergatori affittuari, riuniti in Apa Hotels, hanno a disposizione: beneficiare del bonus alberghi del Governo con le nuove regole per l’estensione della richiesta del credito d’imposta oppure per la maggioranza dei casi, cercare forti del sostegno dell’associazione Albergatori, un dialogo con le proprietà per sconti sulla rata annuale o stagionale dell’hotel. Due sono le trattative per affitti agevolati chiuse solo nell’ultima settimana, annuncia il presidente Apa, Fabrizio Oliva. L’hotel President a Levante, dopo un lungo e complicato braccio di ferro con la proprietà, potrà alleggerire il peso del canone. 
 
Il trend
Su 60 alberghi da Ponente a Levante, sono una quindicina le strutture in affitto, poche di queste corrispondono il canone per la sola struttura, la maggior parte hanno un affitto di ramo d’azienda. Fra le strutture in affitto ci sono hotel come President, Continental, Leonardo Da Vinci, gli hotel Flying, Elvezia, Caesar e altri ancora. Le difficoltà nell’anticipare le rate d’acconto sul canone, sono iniziate in pieno lockdown.
Il ruolo dell’Apa
«In questi mesi – entra nel merito Oliva – l’associazione ha sostenuto le richieste di alcuni gestori più in difficoltà, indecisi se riaprire dal prossimo luglio e in attesa di verificare l’andamento delle prenotazioni. Nelle ultime trattative i proprietari hanno accolto le istanze portate avanti messi di fronte a zero prenotazioni e ad un’inevitabile ripercussione sui fatturati. Complesso è stato il caso dell’hotel President, dove pochi giorni fa si è ricorso a un arbitrato e tutto per ottenere lo sconto sul canone d’affitto da corrispondere. Significa che per questo caso in particolare è stato adottato un metodo di risoluzione della controversia alternativo con una mediazione, affidata a un soggetto esterno». Ci sono gestori che avanzano richieste alle proprietà e richiedono anche il credito d’imposta previsto dal Decreto Rilancio. In questo caso la riduzione dell’affitto è detraibile dall’ammontare complessivo della tassazione, fino al 60%. In caso invece di un affitto d’azienda che comprende le camere dell’hotel, attrezzatura e arredamento, è prevista un’agevolazione al 30%. Viceversa in altri casi o per contenziosi particolari fra gestori e proprietà, si ricorre invece alla trattativa privata. 
L’accordo
Prima il braccio di ferro poi la proprietà del President, Eredi Cartoceti ha firmato l’accordo. «Una situazione che si protraeva fin dal marzo scorso – spiega il gestore Cerisoli – la proprietà non ha voluto saperne nulla delle possibilità offerte dal credito d’imposta . In pieno lockdown, avevo già versato l’acconto di 40 mila relativamente al periodo di marzo. In assenza di questo accordo, come gestore, avrei dovuto corrispondere le rate, anche per i mesi di chiusura forzata e per tutta la stagione. Con la soluzione individuata sottoscritta dai legali, potrò beneficiare di uno sconto del 50% sulla rata annuale da versare. Se prima il canone era di 105 mila euro più Iva ora siamo scesi intorno ai 57 mila euro più Iva. L’affitto è annuale ma il peso della rata incide da aprile a settembre. In assenza di un accordo era già stata minacciata la riconsegna delle chiavi e un hotel che sarebbe rimasto chiuso. Il supporto del presidente Oliva che ha seguito personalmente la questione, ha permesso di far comprendere alla proprietà le difficoltà. Tutto considerando anche l’impegno della famiglia Cartoceti, finora mai portato avanti, per recuperare in funzione anti degrado un locale attiguo all’albergo, dove era in progetto anche un bar». 
Le trattative
Trattativa che sta per chiudersi anche all’hotel Continental, conferma Romano Quattrone, al quarto anno di gestione: «Il proprietario, l’avvocato Giardini, sembra disponibile ad accogliere le nostre richieste. Dovremo chiudere la partita entro la prima settimana di luglio. Resta da definire il benefit al 60% del credito d’imposta e se questo coprirà l’intero anno. In caso diverso per la parte dell’affitto rimanente al 40%, chiederò un’ulteriore 10% di sconto sulla rata finale. Con disdette importanti, prenotazioni che ripartono dall’11 luglio e ad oggi con solo 4 camere confermate su 60, e una generale incertezza rispetto alle trattative per riportare i gruppi, la riduzione dell’affitto è l’unica boccata d’ossigeno».

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