Pesaro, condannato per omicidio è ai domiciliari "grazie" al Covid: torna dietro le sbarre per minacce

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, condannato per omicidio è ai domiciliari

PESARO - Aveva ucciso il suo rivale in amore. Poi con il decreto svuotacarceri Coronavirus, ha ottenuto una misura alternativa con gli arresti domiciliari. Ma tempo una settimana ed è stato nuovamente portato in carcere per le continue e pressanti telefonate oltre alle minacce rivolte a una persona. Qualcuno da proteggere, tanto che l’identità non è data sapersi.

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Il protagonista è Giovanni Broccoli, 41 anni, operaio, di Pesaro, condannato nel 2010 con rito abbreviato a 16 anni e 4 mesi perché accusato dell’omicidio del rivale in amore Guido Volterri, all’epoca dei fatti 44enne agente di commercio di Fano.
 
Gli mancano 4 anni da scontare, ma visto il decreto che mira a evitare il sovraffollamento nelle carceri e l’esposizione al contagio, era stato portato agli arresti domiciliari. Oltre 10 anni di buona condotta, ma una volta a casa, ha trovato il modo di contattare questa persona senza darle tregua. Chiamate su chiamate, minacce finché è arrivata la denuncia ai carabinieri. Una situazione troppo delicata, tanto che i militari hanno rappresentato subito la situazione all’autorità giudiziaria e il giudice in un attimo ha revocato la misura. Broccoli è tornato in carcere, dove sconterà i 4 anni che gli restano. Questo comportamento potrebbe naturalmente incidere e portare a un aggravio di pena con un ricalcolo. L’operaio era balzato alle cronache il 6 giugno del 2010 per l’omicidio che avvenne nell’androne di un palazzo di via Giolitti dove viveva la ex dell’omicida. Lui non accettava la fine della loro relazione. Quella sera Volterri, il rivale, andò a cena dalla donna, ma a monitorare tutto c’era proprio Broccoli. Provò a disturbare la cena con continue scampanellate di citofono. Poi tornò a casa a prendere il coltello. In preda alla gelosia si arrampicò sulla cola fino a raggiungere il balcone dell’appartamento della donna. Qui vide cosa stava accadendo così decise di piazzarsi sulla strada ad aspettare il rivale. Intorno alla mezzanotte, una volta uscito, Broccoli colpì Volterri alle spalle con una ventina di coltellate. Aveva una lama di 30 centimetri. La morte fu quasi immediata. Per i carabinieri fu semplice risalire all’omicida. L’allora 31nne tornò a casa a lavarsi. Broccoli fu trovato in mutande, uscito dalla doccia, e si dimostrò sorpreso dall’intrusione. Ha provato a negare ma scattarono subito le manette. A terra, in casa furono trovate macchie di sangue, uno straccio sporco. Dopo poche ore l’omicida era crollato, rivelando ai carabinieri dove avesse nascosto il coltello. Era in un campo vicino a casa. Disse anche dove erano le scarpe imbrattate di sangue: erano in un cassonetto di via Lubiana, puntualmente ritrovare. Broccoli rivelò agli inquirenti di essere ancora innamorato della ex, motivo per cui aveva ucciso il suo rivale. Non sapeva neanche chi fosse. 
I pedinamenti
Era ossessionato da quella donna, tanto da pedinarla e seguirla. Lei aveva minacciato di chiamare le forze dell’ordine, ma lui ha continuato a seguirla, finchè non ha visto quell’uomo entrare in casa. Ed è scattato il raptus omicida. L’uomo fu condannato a 16 anni e 4 mesi. Il pubblico ministero chiese 21 anni, ma per il giudice non ci fu premeditazione, ma fu un omicidio d’impeto. 

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