Il blitz del centrosinistra, un caso unico in Italia: governatore al ballottaggio. Insorgono le opposizioni

Martedì 9 Giugno 2020 di Martina Marinangeli
Il blitz del centrosinistra, caso unico in Italia: governatore al ballottaggio

ANCONA - Se non ci fosse stata l’emergenza Covid, le Marche avrebbero già votato il loro nuovo governatore proprio in questo scorcio di giugno. Ma dato che la pandemia ha concesso i tempi supplementari – la chiamata alle urne non arriverà prima della seconda metà di settembre, in virtù di un emendamento approvato ieri alla Camera – si prova a ritoccare le regole della gara. Uniti per le Marche ha depositato venerdì una proposta di modifica alla legge elettorale per introdurre il ballottaggio. Un caso quasi unico in Italia: solo in Toscana esiste il ballottaggio per il governatore. Un tentativo di mescolare le carte in tavola che ha fatto andare su tutte le furie Fdi, pronto a fare ricorso alla Corte Costituzionale.

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Facciamo un passo indietro. La nuova legge elettorale era già stata approvata dal Consiglio regionale lo scorso 15 ottobre, e prevedeva la doppia preferenza di genere, l’incompatibilità assessore-consigliere ed il premio di maggioranza al 40%. Erano rimasti fuori dall’articolato due temi presenti in altre proposte di legge sul tema, ovvero il doppio turno – chiesto da Uniti per le Marche e Movimento 5 stelle – e la modifica dei collegi elettorali. Se quest’ultimo aspetto pare ormai essere stato archiviato, UpM è invece tornato alla carica sul ballottaggio con la proposta di legge 367. Della cosa se ne è iniziato a parlare circa 20 giorni fa, quando l’assessore in quota Psi, Moreno Pieroni, ha avanzato l’ipotesi in giunta per sondare il terreno. Ormai fuori dai giochi elettorali, il governatore Ceriscioli non ha stoppato l’iniziativa, come invece aveva fatto la scorsa estate, quando il dibattito sulla questione era molto acceso.

Sottoposta al gruppo consiliare Dem e alla maggioranza la scorsa settimana, l’idea del ballottaggio non ha incontrato una levata di scudi, ma neanche una ola, e ci si è lasciati con un «valuteremo». Ora toccherà al presidente Francesco Giacinti decidere quando iscrivere la pdl all’ordine del giorno della “sua” commissione Affari istituzionali, per poi farla approdare nell’Aula del Consiglio. Ne consegue che tutto dipenderà da quanto il Pd sarà compatto nel sostenere questa proposta, altrimenti potrebbe rimanere a marcire nel cassetto come altre pdl mai discusse. In ogni caso, per decenza e correttezza, la data massima entro la quale eventualmente portare la proposta a Palazzo Leopardi si aggira intorno alla prima metà di luglio, altrimenti sarebbe troppo a ridosso del voto. Il tentativo di riscrivere le regole ora, a mandato congelato causa Covid, ha scatenato l’ira del portavoce regionale di Fdi Carlo Ciccioli, che ha parlato di «un atto criminale. È riprovevole utilizzare trucchi, imbrogli, truffe per rimanere attaccati con la colla alle poltrone». 

La ratio dietro la proposta del ballottaggio è quella di recuperare, nel secondo turno, un po’ di voti che permettano al centrosinistra di accorciare le distanze dal centrodestra. L’ennesima mano tesa agli elettori del Movimento 5 stelle, ma difficilmente l’asse giallo-rosso avrà buon esito nelle Marche. Tra i pentastellati è infatti scoppiata la bagarre su una pdl che verrà votata oggi in Consiglio, passata in Commissione con l’astensione del capogruppo grillino Maggi. A far salire i parlamentari sulle barricate è l’articolo 2 bis alla pdl 362 che, «al fine di incentivare la formazione di coalizioni e garantire la realizzazione di stabili maggioranze, introduce il divieto di presentare la propria candidatura nelle liste provinciali se si è candidati alla carica di Presidente della Regione».

Poche parole che di fatto lascerebbero il candidato 5 stelle Gian Mario Mercorelli fuori da Palazzo Leopardi. Poiché, con ogni probabilità, si piazzerà alle spalle dei competitor di centrosinistra e centrodestra – i primi due classificati entrano di default – e non avrebbe più il paracadute della candidatura a consigliere che gli garantiva un posto al sole.

«Quello che sta succedendo nella Marche è inaccettabile – tuonano i parlamentari del Movimento – a tre mesi dal voto, Pd e centrodestra vogliono modificare la legge elettorale per impedire che i candidati presidenti siano eletti in Consiglio se non rientrano tra i primi due. Un blitz vergognoso che sottrae rappresentatività e partecipazione. Si presume che il segretario Zingaretti non ne fosse al corrente quando oggi faceva appello a non ostacolare nei territori le alleanze». La pdl dovrebbe essere votata oggi anche dal Pd, che in questo modo tarperebbe le ali pure ad un’eventuale lista civica dell’ex Rettore Sauro Longhi. E mentre fuori dalla porta della casa del Popolo si scatenava l’inferno, all’interno la coalizione di centrosinistra ha ieri ratificato all’unanimità la candidatura di Maurizio Mangialardi.

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