Quadrilatero, ​l’assessore Baldelli: «Entro agosto aperte le 4 corsie del tratto Serra San Quirico-Genga e lo svincolo di Valtreara». Le novità

Martedì 3 Agosto 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Quadrilatero, l assessore Baldelli: «Entro agosto aperte le 4 corsie del tratto Serra San Quirico-Genga e lo svincolo di Valtreana». Le novità

ANCONA - Non è successo a Pasqua, sarà entro questo mese. E poi, a ritmi scanditi, si arriverà a dicembre con la chiusura dei cantieri della Perugia-Ancona, tratto marchigiano. Il cronoprogramma è sulla scrivania dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Francesco Baldelli, che dopo la nostra inchiesta - l’ennesima - sulla maxi opera viaria più attesa nella storia delle Marche ha voluto anticipare al Corriere Adriatico i tratti in dirittura d’arrivo.

 

Ce n’è uno, in particolare, prossimo all’inaugurazione: è la porzione di strada a quattro corsie tra Serra San Quirico e Genga e che comprende anche lo svincolo di Valtreara. «A settembre invece - sottolinea Baldelli - è in previsione la consegna dell’uscita di Serra San Quirico, mentre a dicembre dovrebbe essere completato il viadotto Mariani». Una notizia nella notizia: il viadotto in questione è fermo dal 2018, quando a un metro sotto terra furono trovati cinque fusti di cromo esavalente, sostanza altamente inquinante. Eravamo rimasti in attesa della rimozione di quei bidoni, che sono stati già portati via dalla zona «ma è necessaria la bonifica dell’area per la presenza di cromo esavalente in profondità. Entro la fine dell’anno, al netto di ulteriori variabili dovremmo avere chiuso anche questa partita». 


Il cambio di passo 
L’assessore regionale è sicuro: il 2021 sarà l’anno decisivo della Quadrilatero, «con un cambio di passo impresso grazie ad un lavoro collegiale tra ministero, Regione ed Anas ma soprattutto con un impegno evidente del presidente Francesco Acquaroli per cercare di recuperare terreno nonostante i blocchi dei cantieri che si sono susseguiti negli anni». Ma settembre, calendario alla mano, sarà anche il mese in cui verrà consegnato il primo tratto di Pedemontana tra Fabriano e Matelica, a cui seguirà nel 2023 – al netto di variabili dovuti alla pandemia – il tratto Matelica-Castelraimondo e nel 2024 il collegamento tra Castelraimondo e Muccia. «Un traguardo reso possibile da un impegno preciso della Regione che ha anticipato proprio per il tratto Fabriano-Matelica il 30% dell’importo residuo di 90 milioni alle imprese esecutrici». Una decisione presa lo scorso febbraio e che ha consentito di non fermare i lavori dell’opera considerata strategica per l’entroterra marchigiano. Una sfida complessa che ha vissuto anni di incertezze e di cantieri infiniti con tutti i disagi annessi e connessi. «Proprio quei cantieri - riflette Baldelli - da un lato rappresentano il termometro delle carenze infrastrutturali lasciateci in eredità e dall’altro sono l’emblema della svolta che si sta imprimendo per cercare di avere collegamenti adeguati al tessuto socio economico della nostra regione e delle regioni del centro Italia. Questa seconda visione è coerente con il nostro impegno di mettere a terra tutte le risorse possibili per rilanciare le Marche in maniera veloce e pragmatica». L’ultima inaugurazione in ordine di tempo è avvenuta un anno fa, quando è stato aperto alla circolazione a 4 corsie il tratto tra Borgo Tufico e Sassi Rossi di Genga, 3,5 chilometri che comprendono le due gallerie Albacina Sud (655 metri), di nuova costruzione, e Albacina Nord (531 metri), ristrutturata. Ci sono 6 viadotti, di cui 5 di nuova costruzione. In funzione anche il nuovo svincolo di Borgo Tufico, importante per i collegamenti con il Maceratese.

Nell’autunno del 2019 è stata invece aperta ufficialmente la tratta Fossato di Vico-Cancelli, al confine tra Marche e Umbria. È lunga 7,5 km e comprende 5 gallerie, un viadotto, un’opera di scavalco della linea ferroviaria Orte-Falconara e il nuovo svincolo di Cancelli-Sassoferrato. Tra le gallerie, lunghe complessivamente oltre 4,3 km (il 60% del tracciato), la più lunga è quella del “valico di Fossato”, di 2,8 km. «La Quadrilatero è un modello che in molti ci invidiano e non solo in Italia - tiene a precisare l’assessore Baldelli - ed è chiaro che complessità interventi sia direttamente proporzionale alla grande sfida che abbiamo di fronte, ossia quella di completare un’opera che migliora e rende possibili collegamenti tra l’Adriatico ed il Tirreno e che offre una alternativa al traffico oggi concentrato sulla costa e sull’A14. Ma non solo: così valorizziamo il porto di Ancona, inserendolo di diritto nelle grandi direttrici logistiche e turistiche dell’Italia centrale». 


L’altra strada strategica
Dalla visione generale al particolare, ma stavolta spostando l’attenzione all’altro lato del quadrilatero: «Sulla Foligno-Civitanova sono stati attivati ulteriori impegni economici per le strade intervallive, cioè i collegamenti per le vallate del Chienti e del Potenza. Abbiamo approvato la definita la copertura economica per l’intervalliva di Macerata mentre per la parte che riguarda San Severino e Tolentino abbiamo trovato l’accordo per il tracciato e la definizione - assieme ministero e Quadrilatero - per ulteriori risorse che serviranno al completamento dell’opera. Una rete viaria strettamente collegata alla 502 di Cingoli, un’arteria fondamentale per l’entroterra maceratese ed il suo sviluppo economico». Il calvario della Ss76 dunque sta arrivando al compimento? Ce n’è voluto di tempo: era il 2006 quando venne ufficializzato il primo affidamento dei lavori “Quadrilatero-maxi lotto 2” comprendente la tratta Fossato di Vico-Fabriano-Borgo Tufico-Serra San Quirico e la pedemontana Fabriano-Muccia. Vediamo se il quindicesimo anno porterà fortuna.

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