Turismo, Bruschini rilancia: «E’ arrivato il momento di andare a giocare in Champions League»

Turismo, Bruschini rilancia: «E arrivato il momento di andare a giocare in Champions League»
Turismo, Bruschini rilancia: «E’ arrivato il momento di andare a giocare in Champions League»
di Véronique Angeletti
3 Minuti di Lettura
Martedì 6 Dicembre 2022, 03:20

Marco Bruschini, a tre mesi della sua nomina come direttore della nuova Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche (Atim), quali sono i suoi obiettivi e le strategie che intende attivare per rendere il 2023 davvero speciale?
«Destagionalizzare ed internazionalizzare ma per raggiungere gli obiettivi dobbiamo attivare un brand unico».
Un brand Marche con una nuova formula?
«Si. Un unico algoritmo. Voglio creare una massa critica di tutte le eccellenze e promuovere il tutto anche attraverso la contaminazione. Un termine lo riconosco inusuale ma che indica una via davvero efficace. Ossia intendo che ogni fiera all’estero deve essere un’occasione per promuovere le Marche. Che sia un evento legato alla moda, all’arredo, alla manifattura od ancora alla nautica, tutto quello che è il “made in Marche” deve trasformarsi in un’opportunità per raccontare la regione». 
Come pensa di riuscire a fare parlare con una sola voce questa regione che non si libera del suo plurale? 
«Il plurale è la sua identità, pertanto, dobbiamo creare un’unica promozione nel rispetto delle varie peculiarità e far capire che la vera forza sta in un brand unico comprensibile all’estero. Una delle iniziative che intendo mettere subito in atto è la creazione di un cartellone dove si elencano tutti gli eventi che si faranno nel 2023 da gennaio a dicembre». 
Può spiegare?
«Invierò una lettera a tutti i sindaci nella quale chiederò di inviare all’Atim una lista delle manifestazioni ricorrenti che hanno una certa importanza culturale ed emozionale. Una sagra, un palio, un mercatino di Natale sono degli attrattori come lo sono mostre o rassegne. Ci consentirà di catturare i viaggiatori alla ricerca di opportunità di viaggio, che amano organizzare i propri tour e di mettere in luce ogni mese le proposte esperienziali e far emergere tematiche nascoste». 

E come intende coinvolgere i privati, in particolare le imprese, che vanno alle fiere di settore?
«Partendo da questa grande intuizione che ha avuto il presidente Acquaroli di tenere per sé la delega del Turismo che interpreta come una delega di sintesi di tutti gli assessorati proprio perché vede il turismo come un settore trasversale che deve fare sinergia con tutti gli altri». 
Cos’altro?
«A breve avremo la nostra sede nella Camera di Commercio delle Marche, quindi, all’interno di uno dei centri nevralgici delle imprese. A dimostrazione che il nostro obiettivo è di avere un’attività simbiotica fra imprese del sistema camerale e l’azienda di promozione regionale».
Nodo aeroporto: l’Atim ha delle idee su questa infrastruttura fondamentale che fatica a decollare?
«Stiamo lavorando d’intesa con il nuovo direttore e abbiamo in programma delle azioni forti per pilotare su Falconara dei nuovi voli. Comunque, anche qui fa giocoforza il fatto che il presidente Acquaroli abbia tenuto le deleghe dell’aeroporto, del porto e dell’interporto. Ci consente come agenzia di gestire, con tutti vantaggi delle sinergie, la promozione di queste tre fondamentali grandi infrastrutture». 
Quali saranno i cluster e i turisti target del 2023?
«Dobbiamo lavorare sul turista. Tanti italiani e troppo pochi stranieri. Il 78% è domestico. Per usare una metafora calcistica, dobbiamo andare in Champions League. Per fare in modo che la stagione inizi a Pasqua e finisca il primo di novembre. In questa prima fase, vogliamo lavorare con la Germania, l’Austria, la Svizzera, il Lussemburgo, il Belgio, i Paesi Bassi, la Francia. Viaggiatori che possono spostarsi velocemente, anche con i propri mezzi, che amano proposte emozionali, esperienziali. Il punto forza delle Marche». 
 

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