Macerata, scatta l'allarme per lo sballo tra i giovanissimi: «Preoccupante l'abuso di alcolici»

Giovedì 23 Luglio 2020 di Mauro Giustozzi
Macerata, scatta l'allarme per lo sballo tra i giovanissimi: «Preoccupante l'abuso di alcolici»

MACERATA La movida senza regole, senza mascherine, con gli assembramenti non fa paura. Recarsi in ospedale per curarsi da dipendenze legate a sostanze stupefacenti o alcol incute timore per via del Covid 19. E’ il paradosso che descrive Gianni Giuli, direttore del Dipartimento dipendenze patologiche di Av3, in un’estate che non è molto diversa da quelle del passato quando il coronavirus era sconosciuto. 



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«La tendenza è a curarsi di meno –esordisce Giuli- proprio per queste ragioni legate alla paura di recarsi in ospedale per via del Covid 19 da un lato ed alle difficoltà maggiori di accesso legate ai protocolli sanitari di sicurezza dall’altro. Non registriamo comunque picchi particolari in questo periodo che sono in linea con quelli di tutto l’anno. I casi che registriamo sono legati ad abusi alcolici, ad una accresciuta aggressività delle persone. Dal nostro osservatorio appare molto problematico il consumo di cocaina e cannabis. Sapevamo della presenza forte sul territorio di cocaina ma stiamo riscontrando che l’uso si è di molto abbassato verso le fasce di giovanissimi. Una sostanza che purtroppo registra un aumento di consumo nel territorio. E che fa il paio anche con altre sostanze che circolano tra i ragazzi che sono simil ecstasy, che sono molto problematiche e che possono dare effetti collaterali molto gravi nei giovani». 
 
L’altro problema che il Dipartimento dipendenze patologiche registra è quello di persone che hanno paura di recarsi ai servizi in ospedale per via del Covid 19. «E’ paradossale –prosegue Giuli- ma riscontriamo questa situazione di gente che ha paura a venire in ospedale perché pensa di contrarre in queste strutture il coronavirus e che invece poi si getta nella movida del fine settimana dove ogni regola di distanziamento sociale, di protezione con la mascherina non viene assolutamente rispettata, si fa di tutto. Quando sei in giro per la città o davanti ai locali misure di sicurezza non ci sono più. Oltre al fatto che, adesso che il Covid 19 sta diminuendo, molti giovani pensano che sia tutto passato e si possa tornare a fare quello che si faceva prima E’ chiaro che in ospedale abbiamo protocolli di sicurezza che bisogna rispettare per la sicurezza di personale e pazienti, e forse questo crea un ostacolo a chi vorrebbe rivolgersi ai nostri servizi». 

Oltre alle sostanze stupefacenti quello che preoccupa maggiormente è il consumo ma soprattutto l’abuso di alcol che sta sempre più prendendo piede nelle giovani generazioni. «Riguarda tutte le fasce di età ma nei giovani diventa una vera e propria droga –sottolinea Gianni Giuli-, una dipendenza. Nei giovani passa il messaggio che per divertirsi bisogna sballarsi. E questo è pericolosissimo. Purtroppo noi ce lo aspettavamo. Di fatto il lockdown per tutti, e anche per i ragazzi, è stata un’esperienza difficile: c’è stato un isolamento, nonostante i social è mancato il rapporto umano. Quella tranquillità che veniva avvertita anche nei genitori che avevano i figli a casa ha portato successivamente ad un’attesa per la ripresa di incontri e feste che hanno evidenziato di nuovo tematiche legate allo sballo antecedenti il Covid 19». Abuso di sostanze alcoliche che porta con se, nei ragazzi di 13 anni, quella dipendenza che successivamente spalanca il mondo all’uso di droghe, una diretta conseguenza dovuta alla giovane età di chi assume alcool. «Rispetto all’adulto, in un ragazzino l’abuso di alcol, anche a bassi dosaggi, è come una droga –ribadisce il direttore del Dipartimento dipendenze patologiche- ed i coma etilici che si sono registrati anche di recente sono diretta conseguenza di questo uso che altera psichicamente la persona che finisce per fare cose che altrimenti mai avrebbe fatto. Parliamo di pre adolescenti che non hanno uno spirito critico per dire no a certe cose. Il tasso alcolico può essere dato da una cena che inizia con un aperitivo o altre volte si materializza con il binge drinking, l’assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve che avviene nel fine settimana, metodologia copiata dai paesi nordici. Lo troviamo spesso in ragazzi che durante la settimana non bevono e che mostrano questo aspetto di alcol sociale che noi annoveriamo tra le dipendenze». 

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