Coronavirus, allarme rosso nelle case di riposo: sei morti a Recanati, raffica di positivi a Castelraimondo

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Alessandra bastarè e Leonardo Massacesi
Coronavirus, allarme rosso nelle case di riposo: sei morti a Recanati, raffica di positivi a Castelraimondo

MACERATA - Quarto focolaio in provincia: dopo le case di riposo di Cingoli e Corridonia e la Rsa di Recanati anche nella casa di ospitalità di Castelraimondo ci sono ospiti e operatori positivi al Covid-19 mentre sale a sei il bilancio dei decessi nella residenza per anziani leopardiana. Un bilancio drammatico.

LEGGI ANCHE:
Pesaro, emergenza Coronavirus, marito e moglie perdono lo stipendio lo stesso giorno: «Abbiamo due bimbi e il mutuo»

Elia, 62 anni, fisioterapista, uccisa dal virus. L’ultimo messaggio: «Non sono mai stata così male»

«Dei tamponi effettuati sono risultati positivi al Coronavirus 17 ospiti più un operatore, 7 ospiti sono negativi e altri 15 attendono la verifica e i risultati; degli ospiti positivi quattro sono stati ricoverati – le parole del sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli sulla situazione nella casa di ospitalità -. È in corso l’effettuazione dei tamponi a tutti gli ospiti e a tutto il personale di servizio della struttura; la situazione è costantemente monitorata e sono state adottate tutte le misure di contenimento necessarie tanto che dai primi di marzo l’accesso nella struttura era bloccato». Nella Rsa di Recanati sale a sei il bilancio dei decessi.
 
Barbara Bianchi, 79 anni, risultata positiva, si è spenta lunedì sera all’ospedale di Civitanova. Fiorella Petrini invece, 84 anni, originaria di Ancona ma residente a Porto Recanati, non era risultata positiva al virus ma è deceduta ieri mattina nella struttura. «Mia madre è stata ricoverata nella Rsa il 15 gennaio e da subito ci siamo accorti delle condizioni precarie della struttura; non c’era personale specializzato e diciamo che tutti si occupavano un po’ di tutto – racconta Giuliana, figlia della signora Petrini -. Mentre nella casa di riposo avevano già chiuso gli accessi, io ho visto mia madre, l’ultima volta, il 12 marzo. Il 21 ho appreso del decesso della signora Angeloni e ho subito chiamato la struttura; hanno detto che avrebbero fatto il tampone a tutti – continua la signora Giuliana -. So che il virus è subdolo e non sappiamo come sia arrivato ma noi familiari non digeriamo il fatto che alcune cose ci sono state nascoste. Non c’è stato mai un minimo di comunicazione; noi ci siamo dovuti informare con amici che lavoravano lì dentro. Mia madre è morta “per insufficienza respiratoria” ma non era positiva al virus; devo rimanere con questo dubbio?». Ieri pomeriggio, sempre nella Rsa di Recanati, è morta Odina Gambini di 85 anni, residente a Recanati. E’ la sesta vittima. La donna si era sentita male ed era stata portata all’ospedale di Civitanova dove è deceduta.
Nel frattempo nella casa di riposo di Cingoli c’è bisogno di supporto psicologico. «Al momento la situazione è stabile – ha spiegato il dottor Luigi Ippoliti -. Ci sono alcune criticità dovute anche a patologie pregresse, ma avvertiamo che a tutti manca la visita del familiare, del parente e dell’amico. Non è semplice stare accanto ai malati e alle loro paure. Alcuni stanno male, altri meno male. C’è chi ha una propria stanza e non vede nessuno tranne noi medici e l’infermiera, altri sono in stanze a più letti. Molti hanno davanti agli occhi il terrore di peggiorare e poi c’è qualcuno che non vuole mangiare, rifiuta il pasto; un supporto psicologico è fondamentale». Intanto i casi positivi in provincia sono 493, più 16 rispetto al giorno precedente. Sono 1058 le persone in isolamento domiciliare; di queste 261 presentano dei sintomi mentre 99 sono operatori sanitari. Dati che dunque confermano un trend in calo rispetto ai giorni scorsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA