La paura di un anziano nella casa di riposo positivo al Covid-19: «Mi dicono che starò meglio, ma nulla cambia»

Martedì 31 Marzo 2020
L'ingresso della casa di riposo
CINGOLI - «Tutte le mattine i dottori mi dicono che tra qualche giorno andrà meglio, ma sono quasi tre settimane che non vedo miglioramenti. Non peggioro, è vero, ma neanche miglioro».  Alla casa di riposo “Beata Angelina”  di Cingoli c’è chi col passar dei giorni perde coraggio e speranza. E' il racconto di un ospite 75enne 
positivo al coronavirus. «Non pensavo mai di dover morire in questa maniera – si lascia andare l’anziano affetto anche da altre patologie – Mi visitano ogni giorno dalla testa ai piedi ma siamo sempre al punto di partenza, non vedo progressi. Anzi ogni giorno che passa mi calano le forze. Dover rimanere chiuso nella stanza non mi aiuta a sentirmi bene. Penso di non farcela. Ne ho superate tante nella vita, ma stavolta ho brutti presentimenti».

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L’unico suo svago è la musica alla radio; a sollevarlo è la voce dei parenti. «Ho un nipote che mi chiama quasi tutti i giorni e questo un po’ mi aiuta. Ascolto la radio che per fortuna funziona, in Tv si vedono solo un paio di canali dove parlano solo di questo virus e di morti. Che tristezza! Passo il tempo camminando attorno al letto, poi mi distendo per qualche minuto e riprendo a muovermi. Un’altra cosa che faccio tutti i giorni è aprire la finestra della camera per far entrare un po’ di aria buona. Non ho nemmeno i giornali da leggere. Ma chi te li porta i giornali? Mi hanno detto che nessuno può entrare se non i medici e gli infermieri».
Ma durante il giorno? «Oltre a sentire i passi dei dottori quando si avvicinano alla mia porta e di quelli che ci portano il pasto è un silenzio assoluto - dice -. Ogni tanto sento cantare ad alta voce un vecchietto, che ha la stanza a pochi metri dalla mia: canta tutto il giorno. Si vede che sta bene».  Ultimo aggiornamento: 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA