«Datemi un posto da scrutatore o do fuoco al seggio»: 54enne a processo per le minacce in Comune

Giovedì 24 Settembre 2020 di Benedetta Lombo
Civitanova, «Datemi un posto da scrutatore o do fuoco al seggio»: 54enne a processo per le minacce in Comune

CIVITANOVA - «Se non mi date un posto di scrutatore do fuoco al seggio». Civitanovese a processo per violenza o minaccia a pubblico ufficiale.

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Si è aperto ieri mattina davanti al giudice monocratico del Tribunale di Macerata, Roberto Evangelisti, e al pubblico ministero Francesca D’Arienzo il processo a carico di un 54enne civitanovese. I fatti contestati sarebbero avvenuti il 19 febbraio del 2018. In base a quanto ricostruito dalla procura, quella mattina – erano circa le 10.30 – l’uomo si era presentato in Comune a Civitanova e si era diretto verso la stanza del sindaco Fabrizio Ciarapica. 
 
Arrivato nell’ufficio della segreteria del primo cittadino il civitanovese avrebbe richiesto di essere nominato scrutatore nel seggio in cui avrebbe dovuto votare in occasione delle elezioni fissate per il 4 marzo successivo (due anni fa i cittadini erano stati chiamati al voto per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati). In quel momento nell’ufficio erano presenti la collaboratrice di staff Claudia Giulietti e gli assessori Maika Gabellieri e Barbara Capponi, che subito dopo, erano andate dal sindaco Ciarapica a riferire quanto avvenuto. L’uomo infatti avrebbe minacciato che se il sindaco non gli avesse dato un posto di scrutatore per lui o per un componente della sua famiglia avrebbe dato fuoco al seggio 27, seggio in cui lui avrebbe dovuto votare. Temendo che l’uomo potesse veramente mettere in atto quanto anticipato, dopo la minaccia, era stato lo stesso sindaco a rivolgersi ai carabinieri e a denunciare il fatto. Ieri si è aperto il processo a carico dell'uomo (è difeso dall’avvocato Diego Perrone) e l’udienza è stata rinviata al 16 settembre del prossimo anno per sentire il sindaco Ciarapica, la collaboratrice Giulietti e l’assessore Capponi. Per lo stesso giorno, dopo le testimonianze, è prevista anche la discussione e la sentenza. 

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