Porto Sant'Elpidio, poveri in aumento
Ma i volontari sono senza fondi

Porto Sant'Elpidio, poveri in aumento Ma i volontari sono senza fondi
3 Minuti di Lettura
Martedì 7 Febbraio 2017, 09:35

PORTO SANT'ELPIDIO - E’ drammatico l’appello sulla povertà lanciato dalle vincenziane: «L’autofinanziamento delle volontarie non è più sufficiente a coprire le necessità primarie». La condizione sempre più disagiata delle famiglie preoccupa un paese ipersensibile all’argomento. Diverse associazioni di volontariato faticano a rispondere ai bisogni in aumento. Solleva la questione il Gruppo di Volontariato Vincenziano che celebra quest’anno 400 anni dalla fondazione e opera nelle Marche dal 1800 e a Porto Sant’Elpidio da oltre 60 anni. «Con il passare del tempo le famiglie in difficoltà sono aumentate per la crisi, per le aziende calzaturiere chiuse, per la disoccupazione – dice la tesoriera del gruppo Emma Moscoloni - – al momento ci occupiamo di 100 famiglie per un totale di 300 persone».

Le vincenziane hanno la sede in piazza Benedetto Croce dove distribuiscono il pacco alimentare con dentro pasta, riso, biscotti, passata di pomodoro, legumi e surgelati. «Si rivolgono a noi soprattutto le famiglie con bambini piccoli – spiega Moscoloni – ma l’autofinanziamento non è più sufficiente a coprire le necessità primarie». I pacchi alimentari in piazza Croce sono distribuiti tutti i venerdì dalle 16 alle 19 e tutti i giovedì dalle 17 alle 19 le volontarie accolgono le richieste della cittadinanza. Le vincenziane con la Caritas e l’associazione Il Samaritano partecipano al “tavolo delle povertà” che è convocato ogni 15 giorni ed è presieduto dal sindaco, che ha la delega ai servizi sociali. 

La Caritas funziona attraverso il centro di ascolto interparrocchiale di via Battisti dietro alla chiesa della Madonna della Fiducia. Centro aperto martedì e sabato dalle 16 alle 18 e coordinato dai parroci con i volontari in turnazione. «Riceviamo chiunque e in particolare chi vive ai margini ed è gravato da difficoltà non solo economiche» riferisce don Andrea Andreozzi. Ma la parte del leone nel sostegno alla povertà la fa Il Samaritano in via del Palo. 
«Dal 2012 a oggi i cambiamenti sono dovuti a più fattori non solo legati alla crisi» afferma il presidente Andimo Panetta. E’ lui a riferire che nell’ultimo triennio sono aumentate le famiglie in difficoltà. «Hanno chiesto il pacco alimentare 173 famiglie nel 2014 e 182 famiglie nel 2015 – spiega Panetta – dato costante nel 2016, ma sono in aumento gli italiani rispetto agli stranieri, elemento che rovescia la situazione del passato».
Agli alimenti e al vestiario si aggiunge la richiesta di aiuti economici: pagamenti di utenze, mensilità d’affitto e spese mediche.

E’ c’è chi una casa non ce l’ha perché non ha i soldi per pagare l’affitto. Nei casi limite Il Samaritano, con la casa di pronta accoglienza e 14 posti letto a disposizione, offre vitto e alloggio a uomini senza fissa dimora per 15 notti. Sono le accoglienze brevi per le situazioni più estreme.
«Nel 2015 abbiamo accolto 88 persone, 32 stranieri e 56 italiani» dice Panetta e aggiunge che il dato s’è mantenuto invariato nel 2016, riferendo anche «Negli ultimi due anni sono aumentati gli ospiti con problemi psichiatrici». Dal 2013 in via del Palo c’è il refettorio e Il Samaritano eroga 25 pasti gratuiti al giorno dal lunedì al sabato. Dal lunedì al venerdì sono pasti preparati dalla società cooperativa, il sabato sono preparati a casa dai volontari di turno. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA