Residence al posto degli alberghi, per il turismo sulla costa adriatica tramonta un’epoca

Giovedì 1 Aprile 2021 di Serena Murri
La spiaggia di Porto San Giorgio

PORTO SAN GIORGIO - In consiglio comunale per smettere con il vecchio modo di fare turismo. Fra i 14 punti all’ordine del giorno, a tenere banco durante la seduta pubblica di martedì, è stato soprattutto il regolamento per la trasformazione degli alberghi della città chiusi da tempo. 

 
Le obiezioni
Argomento che ha generato qualche obiezione da parte dell’opposizione, prima che la Maggioranza votasse compatta il provvedimento per il cambio di destinazione in residenziale per alberghi che da tempo hanno cessato l’attività di accoglienza. Fra i criteri che le suddette attività ricettive devono rispettare, vi è la cessazione dell’attività da 5 anni, nessun contenzioso con l’ente, non aver percepito finanziamenti per il turismo, essere in regola con le tasse. Il punto, presentato dal sindaco Nicola Loira, al quale corrisponde l’assessorato all’urbanistica, è stato motivato come una scelta con la quale l’amministrazione si proietta verso il futuro, dato che al cambio di destinazione dovrebbero corrispondere risorse da destinare alla riqualificazione di lungomare Gramsci.

Con la delibera che è stata approvata durante la pubblica assise, servendosi della progettualità di cui il Comune si è già dotato - ovvero il progetto di riqualificazione del lungomare - per la quale realizzazione, serve almeno 1 milione di euro. «Il regolamento -ha spiegato Loira- non vuole avere l’ambizione di regolare il turismo futuro della città ma vuole incidere su strutture che da tempo non svolgono la loro funzione turistica e sono diventate corpi morti per la città. È il primo passo per l’individuazione di fonti di finanziamento utili».

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A sollevare diversi dubbi sul cambio di destinazione, sono stati il consigliere della Lega Marco Marinangeli, mentre tornava a casa dal consiglio regionale, il consigliere di FdI Agostini, seguiti dalla consigliera FdI Meri Vitturini. Visioni diverse soprattutto dal punto di vista delle politiche turistiche. Marinangeli sostiene che -come è facile immaginare- il cambio di destinazione servirà a far diventare gli alberghi palazzi di appartamenti e quanto all’investimento per il lungomare ha dichiarato: «Così andiamo a premiare chi non crede più in Porto San Giorgio e ha deciso di non investire più, mentre il turismo sarà l’attività da incentivare nei prossimi anni». È intervenuta anche la consigliera Pd, Catia Ciabattoni sulla funzione dell’approvazione che era in corso: «È l’inizio di un percorso. Abbiamo trovato lo strumento che permette un investimento importante, qualificante e centrale per la città. La strada è quella giusta e coraggiosa. L’investimento che questa scelta produrrà sarà investito nel turismo». 


La delibera
Con la delibera, come ha ricordato il consigliere De Luna, da una parte si va a riqualificare strutture fatiscenti e inutilizzate, destinando il 50% del loro plus valore a opere specifiche per il rifacimento del lungomare, iniziando a reperirne le risorse. La delibera è stata approvata, con 11 voti favorevoli, fra i quali quello di Del Vecchio e Bragagnolo. Il consigliere Del Vecchio (Gruppo indipendente) ha così spiegato le ragioni del suo voto a favore del cambio di destinazione: «È una delibera condivisibile perché consente di riqualificare strutture chiuse. Se questi soldi vanno per il lungomare, non posso che approvarlo». Al netto degli scontri, anche il consigliere Bragagnolo (Cento per cento civico) ha anticipato la sua scelta di voto: «Voglio vedere un paese pulito e bello». È seguita l’approvazione di una serie di regolamenti.

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