Donate cinque opere di Licini al Comune: saranno esposte nella casa museo

Donate cinque opere di Licini al Comune: saranno esposte nella casa museo
Donate cinque opere di Licini al Comune: saranno esposte nella casa museo
di Francesca Pasquali
3 Minuti di Lettura
Domenica 10 Luglio 2022, 03:30

MONTE VIDON CORRADO - Un ritratto di Ade, un pastorello, due Amalassunte e un Olandese volante. S’arricchisce di cinque opere la casa museo di Osvaldo Licini. Ieri mattina, il sindaco Giuseppe Forti e Franco, Giovanni e Carlo Paci hanno firmato il documento che permetterà al Comune di esporre gratuitamente i quadri che arrivano dalla collezione di Fausto Paci, collezionista di Porto San Giorgio morto nel 2019. 

 
L’impegno
L’atto impegna il Comune a occuparsi della conservazione delle opere e farsi carico della copertura assicurativa. I quadri sono stati sistemati in una sala della casa-museo intitolata a Paci. Il contratto terminerà il 31 dicembre 2023, per ripartire il 1° gennaio 2024 e rinnovarsi automaticamente. Le opere potranno essere sempre ritirate per prestiti e mostre. «Non dobbiamo esserne gelosi, ma cercare di valorizzarle, perché siano conosciute il più possibile», dice Forti. Cinque quadri che andranno ad arricchire la casa museo, dove già si trovano i due donati da Silvia Poli e Lorenzo Licini, discendenti livornesi del maestro dell’Astrattismo, e quelle prestate periodicamente dai collezionisti privati. Quelle della collezione Paci, spiega la direttrice della casa-museo, Daniela Simoni, sono «pezzi di assoluta importanza: due del periodo figurativo (“Ritratto di Ade” e “Pastorello”) e tre del Figurativismo fantastico (due Amalassunte e un Olandese volante o Personaggio)».

Le ultime tre, prosegue Simoni, «hanno una lunghissima storia espositiva, perché Paci, sulla base della sua visione di promozione e diffusione della cultura, per decenni, le ha prestate per le più importanti mostre». I figli del collezionista hanno voluto seguire le orme del padre, «tra i collezionisti storici di Licini, che ha comprato le opere quando in pochissimi avevano idea del valore straordinario delle sua arte». Un gesto che è un modo per diffondere il nome del pittore nato a Monte Vidon Corrado nel 1894 e morto nel piccoli borgo del Fermano nel 1958. «Quando parlava di Licini, nostro padre si illuminava, perché riteneva che la sua poetica fosse troppo sommersa e si doleva che molti non riuscissero a comprenderne la grandezza», racconta Carlo Paci. E invita «i tanti collezionisti di Licini a seguire questa strada per rendere più vivo questo posto». 


I passaggi
Prima di essere affissi alle pareti della casa museo, i quadri sono passati per le mani di Giacomo Maranesi e Giulia Leggieri, per «un intervento di manutenzione straordinaria per controllare lo stato di conservazione e per correggere alcuni problemi che, se trascurati, avrebbero potuto aggravarsi», spiegano i restauratori. Che hanno «disinfettato e spolverato le opere attaccate dai funghi e sostituito i materiali non più idonei che potevano danneggiare le tele». Arricchita dalle cinque opere, dalla prossima settimana la casa museo ospiterà una mostra dedicata alla grafica di Emilio Vedova. Infine la presentazione del libro “La prima goccia” di Musa Daboe e Francesco Moglianesi prevista per stasera è rinviata a data da destinarsi. 

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