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Coronavirus, schiarita al Murri di Fermo: cronoprogramma per riaprire i reparti

Coronavirus, schiarita al Murri di Fermo: cronoprogramma per riaprire i reparti
Coronavirus, schiarita al Murri di Fermo: cronoprogramma per riaprire i reparti
di Francesca Pasquali
4 Minuti di Lettura
Lunedì 20 Aprile 2020, 09:42

FERMO - Da qualche giorno i numeri fanno ben sperare. Al Murri, i pazienti positivi al Coronavirus sono la metà di quelli di due settimane fa. L’ospedale punta a tornare alla normalità. «Cerchiamo di muoverci con molto cautela. La guardia resta alta perché l’emergenza è ancora in atto, ma abbiamo numeri confortanti che ci fanno pensare di poter rivedere i nostri percorsi interni», fa sapere Licio Livini. Il direttore dell’Area vasta 4 ha spedito all’Asur il cronoprogramma della ripartenza.

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Il primo step riguarderebbe il blocco chirurgico. Al momento sono garantiti solo gli interventi urgenti, mentre quelli programmati restano sospesi. Ma l’attesa non può durare a lungo e l’intenzione è di riprendere quanto prima la normale attività delle sale operatorie. Il reparto, che era stato trasformato in Covid2, adesso è vuoto ed è in corso la bonifica per farlo tornare “pulito”. Il secondo passo riguarderebbe Cardiologia, così da «riattivare la degenza, compresa l’Utic». Poi Pediatria e Ginecologia, ora accorpate.
 

Ma, senza l’ok dell’Asur, non si va da nessuna parte. «Siamo pronti a cominciare – spiega Livini –, ma è una fase molto delicata e occorre muoversi tutti insieme, all’interno in un contesto regionale e in un percorso modulabile. Se svuotiamo l’ospedale, qualcuno dovrà prendere i nostri pazienti». Che è un po’ il nocciolo della questione. L’intenzione di spostare alcuni positivi del Murri all’ospedale di San Benedetto ha scatenato le ire del sindaco Pasqualino Piunti. «Il sindaco può dire quello che vuole – taglia corto Livini –, abbiamo la disponibilità dell’Area vasta 5. E noi avremmo fatto lo stesso. Anzi, l’abbiamo fatto, quando all’inizio abbiamo preso alcuni pazienti provenienti da Pesaro. E poi si tratterebbe di cinque o sei persone, perché, tra i dimessi che tornano a casa e i post-critici trasferiti a Campofilone e all’Inrca, i numeri sono quelli». Per tornare alla normalità, il Murri ha bisogno di alleggerirsi. L’obiettivo è di scendere a una trentina di positivi, tra Terapia intensiva e Malattie infettive.
La cifra
«Ogni ospedale – spiega Livini – è a disposizione del Servizio sanitario regionale e non fa distinzioni sulle provenienze dei pazienti. San Benedetto è quello con meno pazienti. Avrebbe dovuto essere Covid, ma al massimo ne ha avuti quaranta. Il nostro, che è un ospedale misto, il 3 aprile ne aveva 87». Anche se ancora in evoluzione, il quadro del Fermano si sta stabilizzando. E l’ospedale di Sant’Elpidio a Mare potrebbe non entrare in campo. L’Av 4 vorrebbe usarlo per i positivi che non possono restare a casa, ma pare non siano molti. «Finora – dice Livini – non c’è una grande richiesta. Comunque, stiamo completando gli spazi di Montegiorgio per liberare le cure intermedie, qualora ce ne fosse bisogno».

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