Sanità, la guardia resta alta. I sindaci dei Sibillini vanno in pressing: «Ora basta, pensate anche all’interno»

Sabato 19 Giugno 2021 di Francesco Massi
Sanità, la guardia resta alta. I sindaci dei Sibillini vanno in pressing: «Ora basta, pensate anche all interno»

AMANDOLA - «Con l’ospedale più vicino a oltre 50 km, occorre un servizio di emergenza-urgenza pronto a coprire velocemente l’intero territorio montano giorno e notte nel periodo estivo, per operare in ogni evenienza utilizzando anche le piste di atterraggio per eliambulanza H24». A sollevare con forza la richiesta sono i sei sindaci dei Comuni di Amandola, Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Santa Vittoria in Matenano e Montelparo. Chiedono all’Area vasta 4 massima attenzione per le aree interne dell’alto Fermano specialmente nel periodo da giugno a settembre, nel quale la popolazione del territorio spesso raddoppia.

 


Già l’anno scorso si è verificato un boom storico di presenze. I turisti scelgono sempre più queste zone, dove possono usufruire di spazi ampissimi e quindi meno preoccupati per il distanziamento, oltre che godere di risorse veramente ritempranti e salutari come natura incontaminata, aria pulita, panorami incantevoli, buona cucina. Un impulso d’oro per l’economia turistica del territorio, ma occorre garantire sicurezza sanitaria, anche perché, purtroppo, esperienza insegna che con l’afflusso di molta gente spesso gli incidenti o malesseri aumentano e quindi cresce la necessità di avere una risposta rapida e tempestiva dal lato sanitario. Per l’emergenza vi è solo il Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Amandola.

«Con l’arrivo dell’estate spesso abbiamo assistito ad una riorganizzazione del servizio sanitario – dicono i sindaci - in particolare quello di emergenza-urgenza a discapito delle già mortificate aree interne. Lo scorso anno, ad esempio, c’è stato più di un problema nel punto di primo soccorso ad Amandola, l’unico operativo in tutta la zona montana. I cittadini, per ogni tipo di emergenza, erano costretti a raggiungere l’ospedale di Fermo, ad oltre 50 km. Ci auguriamo che non si ripresenti la stessa situazione. Le aree interne sono isolate e sempre più lontane dai centri nevralgici del sistema sanitario - continuano i sindaci - quindi è fondamentale avere in loco più unità ed ambulanze operative che portino soccorso in modo efficiente e tempestivo». Dunque l’unico punto di primo intervento dell’Alto Fermano deve essere pienamente operativo e rafforzato, soprattutto in questo periodo.


Depotenziare la sanità montana, spostando anche qualche medico di guardia verso la costa non va a vantaggio di nessuno ma crea solo ulteriori problematiche. «Le zone di mare sono già avvantaggiate per la vicinanza col Murri di Fermo – rimarcano i sindaci - e con i vari presidi ospedalieri della costa, oltre ad avere strade migliori e più efficienti, mentre le aree interne non avrebbero servizi sanitari a cui aggrapparsi. L’importanza di un servizio di emergenza-urgenza molto efficace sta tutta qui. Questi territori marginali meritano la massima attenzione e l’identico rispetto assegnato ai Comuni della costa». 

 

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