Effetti collaterali vaccino Astrazeneca, ricercatori scoprono la causa delle trombosi: «Ora sappiamo anche come evitarle»

Venerdì 28 Maggio 2021 di Simone Pierini
Effetti collaterali vaccino Astrazeneca, ricercatori scoprono la causa delle trombosi: «Ora sappiamo anche come evitarle»

Trovata la causa e (forse) anche la soluzione per far fronte ai rari casi di coaguli di sangue conseguenti alle vaccinazioni con Astrazeneca e Johnson & Johnson, ovvero quei vaccini a vettore virale. A fare la scoperta - come riportato dal Financial Times - sono dei ricercatori in Germania che affermano di aver individuato cosa li provocherebbe e ritengono che i vaccini potrebbero essere ottimizzati per fermare del tutto la reazione. Rolf Marschalek, professore presso la Goethe University di Francoforte che da marzo ha condotto la ricerca sul raro effetto collaterale che porta a questi rari eventi tromboembolici venosi, ha affermato come il suo studio abbia dimostrato che il problema sia legato proprio ai vettori dell'adenovirus che entrambi i vaccini utilizzano per fornire la proteina spike del Sars-Cov-2 virus nel corpo.

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Cosa succede 

Il meccanismo di questi vaccini - hanno dichiarato Marschalek e altri scienziati in un documento pubblicato mercoledì - consiste nella consegna della proteina spike nel nucleo cellulare piuttosto che nel fluido citosolico che si trova all'interno della cellula dove il virus normalmente produce proteine. Una volta all'interno del nucleo cellulare, alcune parti della proteina spike si uniscono o si dividono, creando versioni mutanti, che non sono in grado di legarsi alla membrana cellulare dove avviene un'immunizzazione importante. Le proteine ​​mutanti fluttuanti sono invece secrete dalle cellule nel corpo - secondo la teoria di Marschalek - innescando coaguli di sangue in circa una persona su 100mila. 

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Al contrario, i vaccini a base di mRNA, come BioNTech/Pfizer e Moderna, forniscono il materiale genetico del picco al fluido cellulare e non entrano mai nel nucleo. «Quando entrano nel nucleo possono creare dei problemi», ha detto Marschalek al Financial Times.  

La soluzione 

Il professor Marschalek crede che ci sia una semplice via d'uscita modificare la sequenza della proteina spike per evitare che avvenga questa separazione. Come scrive il Finanzial Times Johnson & Johnson aveva già contattato il laboratorio di Marschalek per chiedere indicazioni e stava cercando modi per adattare il suo vaccino per prevenire la separazione che appare più evidente e frequente nei vaccini AstraZeneca rispetto a J&J.

 

 

Aifa:  222 trombosi rare su 34 milioni di dosi Astrazeneca

Gli eventi tromboembolici venosi occorsi in soggetti vaccinati con Vaxzevria e con il vaccino Janssen «non sono risultati più frequenti rispetto a quelli attesi nella popolazione non vaccinata. Sono stati tuttavia accertati rari casi di eventi del tutto peculiari caratterizzati da trombosi dei seni venosi cerebrali e/o trombosi delle vene splancniche». Lo rileva l'Aifa. Al 4 aprile sono riportati in totale 222 trombosi rare di questi tipi su un totale di circa 34 milioni di dosi di vaccino Vaxzevria somministrate nell'Area Economica Ue e Gb. In Italia al 26/4 sono riportati 34 casi di trombosi venose (0.45 per 100mila vaccinati). Questi eventi, rileva Aifa in un documento di approfondimento sulle complicanze tromboemboliche post-vaccinazione con i vaccini AstraZeneca e J&J, «sono stati osservati quasi esclusivamente entro circa tre settimane dalla vaccinazione in soggetti sani con età inferiore a 60 anni, prevalentemente donne». Per il vaccino Vaxzevria, alla data del 4 aprile 2021, sono stati riportati 169 casi di trombosi dei seni venosi cerebrali (TSVC) e 53 casi di trombosi delle vene splancniche, spesso associati a piastrinopenia, su un totale di circa 34 milioni di dosi di vaccino Vaxzevria somministrate nell' Area Economica Europea e nel Regno Unito, pari a 6,5 casi per milione di soggetti che hanno ricevuto almeno una dose, riferita, alla data di analisi, sostanzialmente alla prima dose di vaccino. Dal rapporto preliminare EMA, nell'ambito della procedura europea di rivalutazione del vaccino Vaxzevria attualmente in corso, afferma inoltre Aifa, «si evince che per gli eventi di trombosi venose in sedi atipiche associate a piastrinopenia è stato stimato un tasso di circa un caso ogni 100.000 vaccinati. Anche i casi riportati nei sistemi di farmacovigilanza della Gran Bretagna nell'ultimo report pubblicato il 20 maggio sono in linea con tale dato (309 casi per 23.9 milioni di prime dosi con vaccino Vaxzevria)». In Italia al 26 aprile sono stati riportati 34 casi di trombosi venose in sedi atipiche, 18 delle quali associate a trombocitopenia. Rispetto alle somministrazioni effettuate con Vaxzevria «si osservano quindi 0.45 casi ogni 100.000 vaccinati, dato che potrebbe risentire della minor rappresentatività del campione italiano rispetto ai dati europei e anglosassoni». Per quanto riguarda gli eventi osservati dopo la somministrazione del vaccino Janssen, il sistema di sorveglianza USA alla data del 30 aprile 2021, riporta 17 casi di trombosi in sedi atipiche associate a trombocitopenia (eventi del tutto simili a quelli osservati con il vaccino Vaxzevria) su 7,98 milioni di dosi di questo vaccino somministrate in Nord-America.

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