Vaccini, da metà giugno addio ai palasport. Tocca a farmacie e medici di base

Vaccini, da metà giugno addio ai palasport. Tocca a farmacie e medici di base
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Venerdì 28 Maggio 2021, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 22:31

ANCONA - Se tutto andrà secondo i piani e le forniture dei sieri non faranno registrare battute d’arresto, per gli under 30 le vaccinazioni dovrebbero partire da metà giugno, quando il sistema di somministrazioni basato sugli hub nei palazzetti dello sport verrà gradualmente sostituito dal nuovo canale che passa per medici di base, farmacie ed inoculazioni nei posti di lavoro. Già da ora, invece, si sta predisponendo uno slot dedicato, sul sito di Poste, per velocizzare le vaccinazioni dei soggetti con comorbidità (esenti da ticket). 

Marche in zona bianca solo dal 21 giugno, ancora tre settimane in gialla. Intanto gli ospedali si svuotano: terapie intensive al 16%

 
L’intoppo inatteso
Ma prima di tutto, va risolto un intoppo inaspettato: le fasce di popolazione tra i 40 ed i 49 e tra i 50 ed i 59 anni non stanno raggiungendo i livelli di prenotazioni attesi. Di qui l’appello della Regione a registrarsi negli appositi slot della piattaforma di Poste, rimasti per ora vuoti. Un’anomalia da correggere in tempi rapidi per centrare l’obiettivo che ha ribadito ieri l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini: «arrivare al milione di prime dosi entro la fine di giugno, così da raggiungere l’immunizzazione di massa». Su una platea totale di over 40 pari a poco meno di 219mila marchigiani (dati Istat), si sono registrati in circa 60mila. Va tenuto conto che molti ricadevano in altri target e si sono già vaccinati in quanto caregiver, personale scolastico o forze di sicurezza, per fare degli esempi. Ma siamo su percentuali del 30-40%, e la stessa cosa si è verificata nella fascia tra i 50 ed i 59 anni.


Un risultato inspiegabile
«Non si spiega perché il volume delle prenotazioni dei 40enni sia così basso rispetto ai numeri che ci siamo prefigurati – osserva Saltamartini –. Vaccinare le persone con più di 60 anni non significa impedire la progressione del virus, cosa che si ottiene immunizzando tutti i soggetti che hanno una mobilità sociale elevata. Nel nostro piano vaccinale, avevamo pensato di vaccinare tutti i maturandi prima dell’esame di Stato, così come i dipendenti di fabbriche ed attività commerciali, ma il piano del commissario Figliuolo prevede età e fragilità come criteri, non le categorie sociali. Se però – conclude il ragionamento l’assessore – verso metà giugno arriveremo al milione di prime dosi su una platea di 1,2 milioni di soggetti vaccinabili, a quel punto potremo usare anche i criteri delle categorie». 


La palla ai medici di base
Ed a quel punto della campagna vaccinale, la palla passerà a medici di base, farmacie e medici del lavoro così che il personale sanitario impegnato nei palazzetti dello sport possa tornare negli ospedali per far ripartire le attività ordinarie. La dirigente del Servizio Salute della Regione, Lucia Di Furia ha ricordato inoltre l’imminente arrivo del Green Pass, che consentirà ai vaccinati, guariti e con tampone negativo, di potersi muovere per ragioni turistiche anche nelle regioni in fascia rossa: «meglio non trovarsi il giorno prima di andare in vacanza con la preoccupazione di vaccinarsi – il monito di Di Furia –. I cittadini si iscrivano e non pensino che, essendo giovani, non hanno rischio, perché non vaccinarsi vuol dire far replicare il virus e dar luogo ad ulteriori varianti, mettendo di nuovo a rischio tutta la popolazione. Ciascuno di noi deve fare la propria parte». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA