«Quattromila sportivi condannati a restare fermi», il presidente dell’Uisp chiede aiuto alla Vezzali

Domenica 28 Marzo 2021 di Mario Paci
Quattromila sportivi dell'Uisp condannati a restare fermi

ASCOLI - La Uisp che in provincia ha 4mila iscritti, come gli altri enti di promozione sportiva hanno sempre agito per raccogliere il grido di aiuto del mondo dello sport di base e le migliaia di associazioni e i loro collaboratori sportivi che rischiano di cessare l’attività.

 

«A questo punto non basta neanche più denunciare la paradossale situazione che si sta verificando ormai da settimane- affermano il presidente Daniel Ficcadenti e il segretario Elio Costantini - gli unici organismi sportivi che non possono svolgere la loro mission sono gli enti di promozione sportiva, riconosciuti a tutti gli effetti dal Coni».


La doppia tessera 
«Il Governo continua - proseguono - a farci intendere che un atleta con doppia tessera rischia il contagio solo con noi, non con gli altri. Una situazione che favorisce posizioni di privilegio inaccettabili! Siamo noi a portare salute e benessere nei territori dimenticati, nei quartieri abbandonati, nei centri di accoglienza e nelle carceri entro cui in pochi vogliono sporcarsi le mani, tutti incensano riempiendosi spesso la bocca di frasi fatte ma che poi in un momento così decisivo, senza vergogna, si ignora e si umilia nei fatti. Siamo responsabili e consapevoli che il tema primario è la salute dei nostri praticanti».

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Ora che il governo ha individuato la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, la Uisp spera abbia il buon senso di fare un incontro imminente che possa sfociare finalmente in un intervento riparatorio, volto a superare la disparità di trattamento. «Se è vero che Vezzali tiene davvero allo sport di base ora avrà l’occasione di scrivere la parola fine a questo scempio che mette a rischio proprio quel “universo di società, lavoratori sportivi, ma anche volontari ed appassionati e, soprattutto, tanti ragazzi, che stanno soffrendo più di altri per le costrizioni conseguenti alla pandemia, ed ai quali è stata tolta la bellezza della pratica sportiva e soprattutto i benefici, anche in termini di benessere e salute». Dopo un anno di pandemia occorrerebbe definire gli ambiti di attività tra i diversi organismi sportivi, pena la parola fine a un’intera classe imprenditoriale e sociale dello sport. 


Il ricorso
«Ci troviamo ora costretti, nostro malgrado, in caso di ulteriore nuova mancata liberatoria agli allenamenti per le associazioni, le società e gli enti di promozione sportiva che in zona rossa rispettano gli stessi protocolli di altri organismi sportivi, a ricorrere ad ogni forma di adeguata tutela per far valere i nostri diritti e quelli dei nostri associati» minacciano i due esponenti dell’Uisp. Peer la Uisp le decisioni finora prese sono discriminanti rispetto ad altri organismi sportivi nazionali.


Il declassamento 
«Le Faq del governo tornano a relegare gli enti di promozione sportiva ad organismi di terza classe, destinati a morire affogati nei bassifondi di questo Titanic che continua ad affondare. L’aria che respiriamo invece è la stessa di tutti! La dignità delle nostre associazioni e dei nostri tesserati esigono il massimo rispetto».

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