Regala 30mila capsule di caffè per l'emergenza Covid, ma l'Asur rifiuta la donazione

Giovedì 28 Maggio 2020 di Laura Ripani
San Benedetto, regala 30mila capsule di caffè per l'emergenza Covid, ma l'Asur rifiuta la donazione

SAN BENEDETTO - È un caffè amaro quello che ha dovuto inghiottire Mauro Cipolla, titolare della torrefazione Orlandi Passion che sin dall’inizio dell’emergenza Covid aveva deciso di ringraziare, nel modo che meglio conosce, con un omaggio, gli operatori sanitari che si stavano prodigando per combattere il virus.

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Aveva infatti deciso - onorando la consuetudine italiana di lasciare il caffè sospeso - di offrire una fornitura di 30mila cialde (valore economico al dettaglio poco meno di 30mila euro) del suo prodotto, recensito peraltro dalle migliori guide del settore, come relax alla fatica di chi, negli ospedali di San Benedetto e Ascoli, non si risparmiava per salvare vite umane. 
 
Ieri però è arrivata, dopo l’ennesimo sollecito, la laconica risposta dell’Area Vasta che, pur ringraziando per il pensiero, ha declinato l’offerta.

«Sono molto dispiaciuto e scoraggiato - dice l’imprenditore che è tornato in Italia dopo decenni di lavoro negli Stati Uniti -: mi sarebbe piaciuto molto contribuire in un momento difficile come questo, avrei voluto fare la mia parte ma non mi è stato consentito». Tutto è cominciato a marzo quando è scoppiata la pandemia e anche Cipolla si è chiesto, come altri colleghi, in quale modo poter essere di aiuto alla comunità locale. «Mi sono messo in contatto con il mio commercialista - dice - che mi ha suggerito di rivolgermi alla Protezione civile per poter distribuire i miei prodotti agli operatori sanitari. Il coordinatore provinciale Andrea Sebastiani è stato molto gentile e ha apprezzato il contributo. Ho cominciato a fornirgli settimanalmente le cialde ma poi, chiedendo anche ad alcuni medici amici se mai avessero ricevuto il caffè, mi sono accorto che qualcosa non andava. E insieme ad Andrea Sebastiani abbiamo deciso di interrompere la fornitura». Già. Più di 11 mila delle 30 mila cialde promesse, infatti, sono ancora stipate nei magazzini della Protezione civile. «Divisi in pacchetti da 25 pezzi l’uno - precisa il responsabile della Protezione civile Sebastiani - affinché gli operatori sanitari destinatari non dovessero andare ogni giorno a ritirare il dono e così evitare assembramenti. Nel frattempo - aggiunge - ho inviato una lettera ai primi di aprile e l’ultima il 5 maggio alla direzione sanitaria per chiedere come poter distribuire il prodotto ma solo ieri ho ricevuto risposta». Silenzio, almeno fino a quando, dopo l’ennesimo sollecito, è stata rispedita la mail. «Gentile signor Sebastiani - c’è scritto -, con la presente pur rimarcando la lodevole iniziativa e ringraziando per il costante pensiero rivolto agli operatori sanitari di questa Area Vasta, dopo attenta valutazione della mail del giorno 08.05.2020, si declina la proposta relativa alla offerta di fornitura gratuita caffè Orlandi Passion». Firmato: la segreteria direzione Area Vasta. 
L’esito
«Non me l’aspettavo proprio - dice ancora Cipolla -: non ci sono motivi perché questo sia accaduto né sono stati forniti. Comunque i caffè non andranno persi ma inseriti nei pacchi destinati ai bisognosi».

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