Parti ammalorate nella struttura portante: c’è un altro ponte a rischio, allarme in via San Giuseppe

Mercoledì 28 Aprile 2021 di Talita Frezzi
Parti ammalorate nella struttura portante: c è un altro ponte a rischio, allarme in via San Giuseppe

JESI  - Un altro ponte, dopo il San Carlo del quartiere Minonna, presenta parti ammalorate, per cui occorre intervenire tempestivamente. Si tratta del Ponte di via San Giuseppe, uno dei principali snodi di collegamento con il centro, in quanto la strada che scendendo dal cimitero, raggiunge l’incrocio con viale del Lavoro, è una delle più trafficate.

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Nei giorni scorsi sono stati effettuati dei sopralluoghi dai tecnici del Comune, dai quali sono emerse le criticità della struttura: i tecnici hanno riscontrato un significativo stato di ammaloramento di alcuni elementi della struttura portante del ponte.


In particolare, il maggiore stato di degrado è stato rilevato in corrispondenza delle travi poste ai bordi dell’impalcato. Della questione si è discusso ieri mattina nel corso dei lavori della Giunta comunale, all’esito della quale si è deciso - su suggerimento dell’Area Servizi Tecnici - di limitare il transito dei veicoli alla sola parte centrale del ponte. In pratica verrà delimitato un restringimento della carreggiata che eliminerà la doppia corsia a scendere. Questo consentirà di non caricare di traffico le parti esterne della struttura. La limitazione della carreggiata avverrà tramite new jersey. Lungo questa strada, da ormai venti anni, è interdetto il transito dei mezzi pesanti con portata superiore ai 35 quintali: un accorgimento adottato per preservare la struttura da eventuali deterioramenti. L’intervento, a scopo precauzionale, è stato assunto in attesa di definire le più opportune azioni da intraprendere al fine di una piena valutazione della sicurezza del ponte stesso. Per questo la Giunta ha demandato all’Area Servizi Tecnici di individuare le migliori modalità del monitoraggio.

«Per il Ponte San Carlo siamo intervenuti tempestivamente prima ancora che si verificasse la tragedia del ponte Morandi - ha detto il sindaco Massimo Bacci - e abbiamo limitato il traffico pesante dal 2018. L’infrastruttura dovrà essere demolita e ricostruita, abbiamo ritenuto di operare in questo senso per il grave stato di degrado in cui versava. Un intervento molto importante per la città e molto oneroso, per cui parte delle risorse necessarie arriveranno proprio dal Comune. Ora anche questa nuova situazione, di cui abbiamo parlato nel corso della Giunta, ci preoccupa. Confrontandoci con i tecnici si è aperta una possibilità di recupero, che stiamo valutando con la limitazione anche in questo caso, del traffico». Mentre sulla situazione del ponte di via San Giuseppe si sta ragionando con priorità in queste ore, per il San Carlo sembra un’odissea senza fine. I lavori di demolizione e ricostruzione dovrebbero partire entro l’autunno, salvo imprevisti. 


Intanto l’amministrazione comunale ha avviato l’iter burocratico che dovrebbe portare, entro l’estate, all’individuazione della ditta che dovrà costruire il nuovo viadotto. Poi, serviranno altri 15 mesi per completare l’opera (per un investimento totale di 6,7 milioni). Ma intanto la preoccupazione dei residenti cresce, temono di restare isolati durante le fasi di demolizione, temono che quei lunghi mesi di lavori possano creare disagi importanti alle attività commerciali che insistono nella zona del quartiere Minonna. 

 

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