Mazzette per gli appalti: resta bloccato il "tesoretto" del geometra che il Comune non può incassare

Mazzette per gli appalti: resta bloccato il "tesoretto" del geometra che il Comune non può incassare
Mazzette per gli appalti: resta bloccato il "tesoretto" del geometra che il Comune non può incassare
di Federica Serfiippi
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Venerdì 11 Marzo 2022, 09:05

ANCONA - Ricorso inammissibile. Rimane sotto chiave, almeno per ora, il “tesoretto” sequestrato a Simone Bonci, l’ex geometra comunale condannato in primo grado per corruzione aggravata a due anni e mezzo. A ricorrere al Tribunale del Riesame era stata l’amministrazione comunale per non vedersi sottrarre circa 49mila euro, somma in parte versata nelle casse dell’ente come risarcimento dall’ex dipendente, arrestato nel novembre del 2019 dalla Squadra Mobile con l’accusa di aver creato un sistema per affidare appalti a imprenditori compiacenti in cambio di mazzette, regali hi-tech e lavori edili in casa sua.

 

In un primo momento, il geometra era intenzionato a patteggiare. Dunque, per far andare a buon fine il rito alternativo, aveva versato una cifra risarcitoria per “coprire” i danni contestati dalla procura e derivati dagli episodi corruttivi. Il Comune ha incamerato i soldi, ma nel frattempo il patteggiamento non è stato varato. Lo scorso 22 ottobre Bonci è stato condannato con il rito abbreviato. Nel dispositivo della sentenza, il gup Francesca De Palma aveva disposto il sequestro ai fini della confisca di una somma pari a 49mila euro. In questa cifra rientra, appunto, quasi la totalità del risarcimento veicolato da Bonci al Comune. Per non vedersi sottratto il “tesoretto” l’amministrazione si è rivolta al gup, formulando «istanza di dissequestro, ritenendo che le somme in argomento non fossero più nella disponibilità del predetto imputato, bensì fossero ormai entrate nel patrimonio dell’Amministrazione». Tale istanza è stata rigettata. L’Amministrazione è così ricorsa al Tribunale del Riesame, «convinta che sussistano le ragioni per proporre appello avverso il suddetto provvedimento di rigetto dell’istanza di dissequestro». Il collegio del Riesame ha giudicato il ricorso inammissibile per questioni legate agli strumenti procedurali utilizzati nella querelle. Ora, l’avvocatura comunale dovrà trovare un altro modo per non vedersi sottrarre definitivamente le somme già incamerate. 

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