A Casa Leopardi sarà esposto l’originale del canto di Giacomo “Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze”

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Luca Patrassi
L'anteprima dell'esposizione del prezioso manoscritto nella biblioteca di Casa Leopardi

RECANATI - Casa Leopardi omaggia Dante nel settecentesimo anniversario della morte e lo fa con una prima assoluta, l’esposizione dell’originale del canto di Giacomo Leopardi “Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze”, che si potrà osservare - con alcune preziose edizioni della Commedia - nella Sala dei manoscritti della Biblioteca di palazzo Leopardi a Recanati dal 29 ottobre al 30 gennaio prossimi.

 

«Per la nostra famiglia - ha osservato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del Poeta - è un grande piacere dare l’opportunità al pubblico di fruire dei tesori della Biblioteca che ha visto formarsi Giacomo. 


Le opere esposte
Insieme all’autografo sono esposte delle preziose edizioni antiche della Commedia dantesca, tra cui in incunabolo del 1477, delle cinquecentine e un’edizione del 1827, commentata da Ugo Foscolo: rappresentano il valore aggiunto dell’esposizione, perché questi volumi sono stati studiati da Giacomo: di uno abbiamo anche la scheda di catalogazione scritta di suo pugno. Vorremmo offrire ai visitatori la possibilità di calarsi nei panni del giovane lettore e di provare a riscoprire il suo stupore fanciullesco, quello che coglie tutti noi di fronte a un’opera che ha plasmato l’immaginario collettivo. In Dante Leopardi vede quell’ideale di poeta e scrittore che fonda la lingua italiana, ma non riesce ad immedesimarsi in lui fino in fondo, non può ritenerlo un padre putativo, troppo differenti le loro sensibilità di uomini e poeti».


Le canzoni politiche
Sensibilità e caratteri distanti ma un comune sentire, quello che spinge l’allora ventenne Giacomo a scrivere le sue canzoni politiche del 1818, “all’Italia” e appunto quella per Dante, alla vigilia dei moti carbonari, una chiamata all’impegno civile per i giovani, il tema centrale è il degrado e l’abbandono in cui giace l’Italia. Osserva la prof Fabiana Cacciapuoti, già curatrice del fondo leopardiano della Biblioteca Nazionale di Napoli: «Giacomo vede in Dante l’ideale di poeta che fonda la letteratura italiana, prima ancora che la lingua italiana. E chi fonda una lingua e una letteratura fonda un popolo». Le due canzoni “politiche” leopardiane, che coglievano il clima di fervore rivoluzionario contro la Restaurazione, ebbero uno straordinario successo. La canzone di Dante è sicuramente una canzone politica, pur in presenza di un testo difficile, capace di folgorare la gioventù dell’epoca.


L’immaginazione
Dante non è un soggetto scelto a caso da Leopardi, la poesia di Giacomo nasce dall’immaginazione e non dal sentimento, nasce da una natura che vede alterata ed è un filone esistenziale percorso fino alla Ginestra. Leopardi ventenne non ha paura di esporsi e di Dante ammira la forza etica e la passione, la denuncia dell’Italia “serva e non padrona”». Infine Fabiana Cacciapuoti lancia un appello a sostegno delle biblioteche nazionali italiane che rischiano la chiusura per assenza di personale, «chi va in pensione non viene sostituito, se chiudono le biblioteche nazionali chi conserva il patrimonio culturale italiano?».

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