La maxi foto delle meraviglie, il dono di Scorcelletti alla sua Jesi ​ che anticipa la mostra “Elegia fantastica: le Marche tra ricordi e visioni”

Sabato 23 Ottobre 2021 di Giovanni Filosa
La maxi foto davanti al Teatro Pergolesi di Jesi

JESI - Da oggi alle 19 il Teatro Pergolesi di Jesi avrà un volto diverso. Uno scatto, un’istallazione in formato gigante, quattro per otto metri, saluterà quanti, poco dopo, varcheranno la soglia del Massimo jesino per la prima de “La serva padrona” di Pergolesi e “The telephone” di Menotti.
L’omaggio
Un regalo, un pensiero stupendo di Emanuele Scorcelletti alla sua città (è nato in fondo a via Roma, a Jesi) e che anticipa la mostra “Elegia fantastica: le Marche tra ricordi e visioni” dal 19 marzo al 4 settembre 2022 a Palazzo Pianetti di Jesi (per poi continuare ad Ascoli Piceno dove nel mese di giugno si aprirà una mostra dei suoi celebri scatti delle star del cinema e della moda). Cosa rappresenta questa straordinaria foto, se non la vita e l’essenza del teatro. Dare un’occhiata significa entrare in un “tableau vivant” che propone la quotidianità della vita teatrale. Vivere la creazione di questo shooting, avvenuta un anno fa, è stato emozionante. Scoprirne la realizzazione definitiva è una conferma. Scorcelletti conosce tutto della “scena”, è vero che è stato premiato col “World press photo award” per una sua foto scattata a Sharon Stone sul tappeto rosso del Palais del Festival di Cannes. E che fra gli affezionati alla sua macchina fotografica, che gli sballonzola mentre si muove come un’appendice del suo corpo, ci sono Charlize Theron, Scarlett Johansson, Giorgio Armani, Quentin Tarantino, Martin Scorsese, Zidane e tanti altri che gli hanno affidato l’interpretazione della propria anima, e che la sua poetica ha conquistato tutti, con la firma che pone sempre, specialmente a Jesi, in fondo alle sue foto, da cui emergono la commedia umana e una costruzione felliniana. La foto trova in scena “guitti, comici e cantanti”, musicisti, l’assessore alla cultura Luca Butini e il direttore della Fondazione Lucia Chiatti in pose da ballerino e cantante. E poi il vessillo della città di Jesi, la ballerina acrobata, una meraviglia che non mostra una sbavatura. Signori, è il teatro, l’anima sempre in bocca per parlare, cantare, vivere e far vivere emozioni. Lo ha detto l’assessore Luca Butini, che ha avuto, nello shooting fotografico, la possibilità di «vedere il mondo con una visione intima più profonda e questo grazie a Scorcelletti, che ci ha travolto di idee. Abbiamo imparato ancora una volta che la funzione dell’arte è migliorare i rapporti e renderli più sublimi». Lucia Chiatti è stata la più partecipe: «Lusingata, onorata, non per me soltanto, bensì per il teatro come arte, per le emozioni di viverlo in modo diverso, riassaporando, allo stesso tempo, la nostra terra. Questo è un grande regalo, la foto di Scorcelletti parla più di mille parole. Vero, Butini ballava, io cantavo, lo potete vedere dalla foto stessa. Ma il momento magico che abbiamo vissuto contribuirà ad arricchire un progetto che vedrà la luce l’anno prossimo».
La dedica
Nella dedica sulla foto, Scorcelletti ha scritto: «Tornare sempre dove non finisce mai l’incanto. A Jesi». E conclude: «Anche se sono un nomade in mezzo mondo, quando ritorno a Jesi e nelle Marche, tutto mi stupisce e tutto mi resta naturale. L’ambiente, il lavorare in team come con le maestranze del Pergolesi». L’eleganza e la bellezza fanno parte del bagaglio che si porta appresso, ovunque vada. Oltre alla fotocamera.

 

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