Body painting, l’arte di dipingere i corpi con colori specifici anallergici che apre la strada al mondo dello spettacolo

Sabato 22 Gennaio 2022 di Chiara Morini
Alcune modelle di body art

FERMO - Non solo corpi dipinti: la body painting è molto di più. E chi studia questo particolare settore ha anche molti altri sbocchi nel campo artistico. Si avvia a conclusione il progetto “Italia-Corea”, che ha visto in particolare artisti della Corea del Sud insieme agli studenti del liceo artistico Preziotti-Licini di Fermo-Porto San Giorgio, con la collaborazione di body artist di altre nazionalità, tra cui un’israeliana. 

 
Il cerchio di Hitten
A organizzare la body painter e docente del liceo artistico Lucia Postacchini e la coreana ChanHee Park. A completare la parte artistica la presenza del pluripremiato Alexander Hansen. «I nostri studenti – racconta la professoressa Postacchini – già conoscevano il “cerchio di Hitten”, a differenza di quelli di altre nazioni che non hanno una formazione artistica così specialistica. Nascono pittori e diventano truccatori». Se si vuole vivere di body painting, bisogna ampliare gli orizzonti e le occasioni non mancano di certo. La body painting è l’arte di dipingere i corpi con colori specifici anallergici, di diversa tipologia a seconda del lavoro che si deve realizzare. Il tutto parte con la scelta di un tema, disegni e poi il corpo delle modelle che diventano tele. A queste si aggiungono effetti speciali che trasformano il corpo e lo preparano alla performance delle modelle. 


Le diverse tecniche
Anche nella body painting ci sono tecniche diverse e forse quella più suggestiva è il camouflage. «Tra tutte – racconta Lucia Postacchini – spicca l’opera realizzata al Micam, con una grande scarpa che a un certo punto ha preso vita: erano tre modelle messe insieme. Nessuno rimane finalizzato alla pittura sui corpi quello è il punto di partenza, poi gli effetti speciali e ogni altro particolare di questa forma d’arte. Chi dipinge il corpo modella anche protesi in lattice o in silicone». Il settore è in espansione, anche perché dal body painting si può spaziare nel mondo dello spettacolo, nella tv, nel teatro, ma soprattutto nel cinema dove gli effetti speciali spesso la fanno da padrone. Come il caso del campione mondiale di aerografo, Alex Hansen.


Il gemellaggio
Italia-Corea del Sud: non una partita, ma un gemellaggio tra due differenti culture del make up che sta alla base del body painting. In Corea ci sono 10 accademie dedicate al trucco, una università specifica. Tra i primi a portare il body painting nel paese, nel 2008, è stato ChanHee Park. «La nazione più importante per le competizioni del settore - afferma - è l’Austria, ma l’industria principale si trova proprio in Corea». Gli studenti, prima di incontrare la delegazione coreana, hanno studiato il cinema della nazione asiatica tra 1960 e 2000. «Hanno così compreso che il trucco in Corea è diverso», spiega Lucia Postacchini. In Corea la pelle viene dipinta come seta, prima si applicano creme, poi si va con i colori. «La loro tecnica – spiega ancora – porta ad avere una pelle come ceramica, luminosa e lucente ma opaca. Da noi, invece, scolpiamo la pelle in modo diverso». 

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