Concertone, lo show del 1° maggio tra solidarietà e scontro politico

Sabato 1 Maggio 2021 di Mattia Marzi
Concerto primo maggio 2021, scaletta cantanti e ospiti: gli orari dell'evento dall'Auditorium

Non solo Fedez e il suo "j'accuse", che aveva fatto discutere già prima del passaggio del rapper sul palco. Messaggi contro l'omotransfobia, con topless e cuori arcobaleno a coprire i capezzoli, quelli di Chadia Rodriguez. Interventi sull'autoaffermazione femminile, come quello di Margherita Vicario, in collegamento dal Teatro Petrarca di Arezzo, che sulle note della sua "Abaué" si rivolge alle giovani donne a casa: «Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto e lottate con più energie. E nel dubbio, ricordate sempre: avete ragione voi».

Inni alla diversità, come le canzoni di Madame, tra i protagonisti del blocco serale. Ma anche omaggi alle grandi bandiere politiche del passato, come il "Dolce Enrico" (Berlinguer) di Antonello Venditti, in collegamento da piazza San Giovanni deserta. E poi discorsi sull'inattività del settore dello spettacolo, con una strizzatina d'occhio pure al movimento dei Bauli in Piazza (ma con testi che sembrano una parodia dei video in romanesco di Emanuela Fanelli per "Una pezza di Lundini": "L'anima bisogna nutrirla, sinnò se inaridisce.

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E poi, come 'na piantina, more, se secca", dice Stefano Fresi, dietro a un baule chiuso - gli autori potevano fare di meglio). Nonostante i luoghi comuni che da sempre lo contraddistinguono, da "Bella ciao" suonata dagli immancabili Modena City Ramblers alle bandiere dei sindacati, il Concerto del Primo Maggio 2021 prova a incarnare lo spirito del tempo. Diventando ancora più pop degli ultimi anni. Esibizioni dal vivo alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, che ha ospitato questo secondo Concertone "Covid edition", e contenuti pre-registrati in studi, fabbriche, musei e teatri chiusi, con gli interventi dei conduttori - Ambra avrebbe dovuto limitarsi ad affiancare insieme a Lillo Stefano Fresi, invece anche quest'anno è risultata essere la vera padrona di casa - a fare da collante tra i vari passaggi.

La formula, nonostante le tante ore di diretta, funziona. E pazienza se i contributi video sono a volte sconnessi dal racconto principale (Gio Evan dall'Aeroporto di Linate parla di turismo, gli Zen Circus dall'Isola Meloria di solitudine, i Tre Allegri Ragazzi Morti nella campagna di Andreis di Ecologia) e altre volte neppure originali (come nel caso di Noel Gallagher: la performance da Londra dell'ex Oasis su "Dead in the water" era stata trasmessa già venerdì dalla tv irlandese): al centro c'è solo la musica.

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Il caro vecchio Concertone ha cambiato ormai pelle. Lo dimostrano anche i nomi degli artisti che si alternano sul palco della Cavea e in video, spesso lontanissimi dall'universo del Primo Maggio, come nel caso degli Under 30 Gaia (un anno fa in questo periodo si godeva la vittoria ad "Amici" e i primi successi di "Chega"), Ginevra, Nayt, Fasma, Il Tre, Madame, Mara Sattei. Non si lanciano in chissà quali discorsoni sull'attualità o sulla politica: cantano le loro canzoni, come peraltro fanno anche i colleghi un po' più navigati, da Bugo a Noemi passando per Motta (mancava dalle scene da due anni ed è stato tra i più convincenti in assoluto con il nuovo singolo "E poi finisco per amarti"), Enrico Ruggeri (dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, tra i simboli dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19), Ghemon. A farla da padrone è Sanremo 2021, con una ventina di partecipanti: ci sono - tra gli altri - Colapesce e Dimartino (cantano "Musica leggerissima" dalle Officine Meccaniche di Milano), Francesca Michielin, i Coma Cose, La Rappresentante di Lista (dagli ex stabilimenti Fiat di Termini Imerese), Willie Peyote (con i Fast Animals and Slow Kids), gli Extraliscio (la cui esibizione viene tagliata alla fine). A ruggire, oltre a Fedez, ci pensano i vecchi leoni. Con la forza che gli rimane.

Piero Pelù, uno che in passato a piazza San Giovanni ne combinò di ogni (dal preservativo sul microfono del conduttore Vincenzo Mollica agli attacchi durissimi a Renzi), ora si limita a ripetere a mo' di mantra sul ritmo di "We Will Rock You" dei Queen: "Lavoro e sicurezza, lavoro e sicurezza, lavoro e libertà, lavoro e libertà". Francesco Renga, trentacinque anni di carriera alle spalle, riprende i temi dei Bauli in Piazza: "Stiamo facendo il nostro lavoro, è da 400 giorni che non lo facciamo. Non parlo solo per me. Qui ci sono tre dei miei musicisti che da tempo sono a casa senza un orizzonte, senza avere una speranza".

 

 

Alla fine della sua esibizione scambia poi qualche battuta con l'ex compagna Ambra, per gli amanti delle carrambate. Antonello Venditti, che a 72 anni partecipa per la prima volta al Concertone, rispolvera una sua canzone di trent'anni fa, "Dolce Enrico", sottolineandone l'attualità in una piazza San Giovanni deserta: "Qui tutti gridano / Qui tutti, 'Noi siamo diversi' / Ma se li senti parlare sono da sempre gli stessi". Nel 1991 La dedicò a Berlinguer, scomparso sette anni prima. In platea non centinaia di migliaia di spettatori, quelli che di solito arrivano da tutta Italia per assistere alla lunga maratona di Piazza San Giovanni, ma circa 300 persone (poi dimezzatesi per la pioggia che ha bagnato dal tardo pomeriggio gli spalti della Cavea), la maggior parte delle quali invitate tramite gli sponsor dell'evento. A casa, davanti alla tv, qualche milione di telespettatori. Almeno, si spera: parleranno gli ascolti domani mattina. L'anno scorso, rinunciando all'intero blocco pomeridiano puntando solo su quello serale, il Concertone raccolse davanti al video 2,2 milioni di spettatori, pari ad uno share dell'8,7%.

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Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA