Auditorium San Paolo, il percorso è lungo: riapertura più cara, sono necessari 12,5 milioni

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Mauro Giustozzi
Auditorium San Paolo, il percorso è lungo: riapertura più cara, sono necessari 12,5 milioni

MACERATA  -Non c’è ancora il progetto definitivo per il recupero dell’auditorium San Paolo ma l’amministrazione comunale ha intanto effettuato una raccolta di documentazione sui lavori necessari da svolgere, con la relativa richiesta di finanziamento inviata all’Ufficio speciale della ricostruzione, per la riapertura della struttura che si affaccia su piazza della Libertà, richiesta aumentata e passata da 4 milioni e 340mila euro iniziali a 12.500.000 euro. 

 
Documentazione che certifica le motivazioni di questa triplicazione della somma che serve per poter riaprire uno degli edifici più importanti e strategici per il capoluogo, sia per la sua ubicazione nella centralissima piazza della Libertà che per l’uso che ne è stato fatto negli anni precedenti al terremoto da parte dell’Università di Macerata e per ospitare eventi pubblici. L’Usr ha ricevuto dal Comune un protocollo dettagliato delle opere che sono indispensabili da effettuare sul San Paolo per poter adeguare e poi riaprire l’ex chiesa: gli interventi interessano il consolidamento della cupola, della lanterna e la copertura della navata che da subito dopo il sisma fu ingabbiata e messa in sicurezza per evitare il rischio di crollo.

Quindi la riparazione delle murature con il metodo cuci-scuci, l’intonaco armato che va a impattare sul rischio di cedimento di una struttura che ha pareti tanto grandi ed estese cosicchè in caso di ulteriori scosse sismiche la struttura possa rispondere positivamente, un sistema di catene tiranti in acciaio che ingabbiano l’intera struttura del San Paolo, rifacimento delle finiture interne ed esterne, adeguamento dell’impianto elettrico e di quello termico. Si tratta di opere che non andranno ad impattare o snaturare la bellezza architettonica dell’auditorium ma saranno funzionali al miglioramento sismico.


Nel momento che dall’ipotesi di finanziamento si passerà alla conferma da parte dell’Usr della disponibilità delle risorse richieste si potrà procedere con la progettazione esecutiva e quindi successivamente con l’appalto dei lavori. E’ chiaro che anche il finanziamento per il recupero dell’auditorium San Paolo avverrà attraverso una di quelle ordinanze speciali cui sta facendo ricorso in questi ultimi mesi il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini che possono poi velocizzare l’intero iter burocratico che sta a monte all’inizio dei lavori sul manufatto.

«Si tratta di un primo passo per avviare l’iter del recupero del San Paolo – ammette l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Marchiori - è un passaggio importante però perché viene definito il finanziamento in questi termini stringenti perché già si presume che si voglia recuperare appieno questa struttura alla funzionalità che aveva in precedenza. La ricostruzione pubblica deve rappresentare un volano importantissimo per restituire alla città palazzi storici o edifici strategici. Come fatto per le scuole abbiamo presentato il piano di finanziamenti per la riparazione danni dal terremoto per un’ampia fetta del patrimonio pubblico di 33 milioni di euro». 


Oltre all’auditorium San Paolo, che assorbe poco meno della metà dei finanziamenti richiesti, ci sono poi la ristrutturazione del palazzo municipale di piazza della Libertà per 3 milioni e 900 mila euro, teatro Lauro Rossi (1 milione e 800 mila euro), 2 milioni e 500 mila euro per la sede comunale di viale Trieste e ulteriori 500 mila euro per il Palazzo Conventati di Piaggia della Torre altra sede comunale, il palazzo Rossini (850 mila euro), lo Sferisterio (1 milione e 800 mila euro), Asilo Ricci (950 mila euro), biblioteca Mozzi Borgetti (1 milione e 400 mila euro), palazzo Buonaccorsi (370 mila euro), cimitero (2 milioni e 800 mila euro), Monumento ai Caduti (500 mila euro) e diverse abitazioni di proprietà comunale danneggiate (1 milione e 250 mila euro). «Il San Paolo, essendo inagibile e non utilizzabile –conclude Marchiori- è una priorità perché si può intervenire subito senza dover sospendere alcuna attività, cosa che invece riguarda altri siti comunque funzionanti».

 

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