Pesaro, dal Marconi all'Agrario. Il preside Rossini cambia istituto: «Caro bolletta? A scuola prima e vacanze di Natale più lunghe»

Pesaro, dal Marconi all'Agrario. Il preside Rossini cambia istituto: «Caro bolletta? A scuola prima e vacanze di Natale più lunghe»
Pesaro, dal Marconi all'Agrario. Il preside Rossini cambia istituto: «Caro bolletta? A scuola prima e vacanze di Natale più lunghe»
di Thomas Delbianco
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Martedì 30 Agosto 2022, 03:20 - Ultimo aggiornamento: 07:47

PESARO «Rientro a scuola in sicurezza senza misure anti-contagio. Ma se sarà necessario, le riattiveremo seguendo le indicazioni ministeriali. Caro- bollette? Avrei anticipato l’apertura delle classi a inizio settembre e più giorni di vacanza a Natale». Riccardo Rossini in questi giorni è al lavoro ancora nel suo ufficio del Liceo Scientifico Marconi.  Ma per il preside dell’istituto delle Cinque Torri, che ricopre anche il ruolo di Presidente dell’Associazione nazionale Presidi delle Marche, sono davvero le ultime ore in quei locali. A partire dal primo settembre sarà il nuovo dirigente dell’istituto agrario Cecchi, a Villa Caprile (il suo successore al Marconi sarà Luca Maria Antonio Testa, dirigente d’istituto a Senigallia e direttore d’orchestra). La sua vita si è intrecciata per 32 anni con il Liceo Marconi. Ha iniziato come docente di matematica e fisica, poi è stato collaboratore del preside, dieci anni di vicepresidenza, e diversi anni fa ha superato il concorso da dirigente e ne è diventato il preside. Negli ultimi 15 anni il numero degli studenti del Marconi è raddoppiato, da 1000 a 2000. Ed è proprio dal rapporto con loro, che Rossini ripartirà anche nella nuova esperienza professionale: «E’ una nuova avventura, ma comunque sempre dentro la scuola e insieme agli studenti», risponde con un sorriso alla richiesta di un commento su questo passaggio tra istituti. Il nuovo anno scolastico è ormai alle porte. Mancano due settimane al suono della prima campanella, il 14 settembre. 


La sicurezza


A differenza delle ultime annate contrassegnate dalla circolazione insistente del Covid, soprattutto ogni volta che si ripresentava l’arrivo della stagione autunnale con una recrudescenza del virus, nei periodo in cui riaprivano gli istituti, non ci saranno misure specifiche all’avvio delle lezioni. «Sarà un rientro in sicurezza per il momento. Sul fronte Covid, stiamo assistendo ad una curva epidemiologica accettabile, molti ragazzi si sono immunizzati anche durante l’estate. Presumo che per i primi mesi non dovremo avere grossi problemi». Il ministero dell’Istruzione ha inviato ieri un vademecum alle scuole con le principali indicazioni in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023. «Nel vademecum - spiega il preside - c’è un insieme di regole, che sono le vecchie regole (mascherina, distanziamento tra i banchi, etc), da applicare in base a ciò che succede. Dobbiamo vedere la situazione, fare una navigazione a vista, capire il problema dal punto di vista epidemiologico, se c’è un focolaio oppure no, e attivare tutte le procedure del caso». La ventilazione meccanica nelle scuole? «Riparte dalla ventilazione meccanica chi ce l’ha, e non sono tanti. In realtà si parte aprendo le finestre». 


Le ipotesi


Si allaccia anche il nodo del rincaro dell’energia, che coinvolge anche gli edifici scolastici. Si parla tra le ipotesi per risparmiare sulle bollette, di settimana corta, dad per un giorno...«Sono tutte soluzioni attuabili. La settimana corta potrebbe essere attuabile, così come un calendario diversificato. Anticipare ad esempio la data di inizio delle lezioni ai primi di settembre e chiudere di più a Natale. Questo avrebbe significato avere la scuola chiusa in un periodo energivoro nel quale i sistemi di riscaldamento vanno al massimo». 
 

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