Il super preside Rossini lascia lo Scientifico dopo 32 anni. Ecco in che scuola andrà e perchè

Il preside Riccardo Rossini
Il preside Riccardo Rossini
di Vèronique Angeletti
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Martedì 19 Luglio 2022, 04:00 - Ultimo aggiornamento: 16:23

PESARO - Riccardo Rossini, storico preside del liceo scientifico, musicale e coreutico Guglielmo Marconi sarà a settembre il nuovo dirigente dell’istituto agrario Cecchi, a Villa Caprile. Il prossimo mese e mezzo perfezionerà il passaggio di consegne al suo successore Luca Maria Antonio Testa, dirigente d’istituto a Senigallia e direttore d’orchestra. 

Parte con il nodo alla gola: «Dopo tutto sono 32 anni che la mia vita s’intreccia con quella di questo liceo. Ho iniziato come docente di matematica e fisica, poi sono stato il collaboratore del preside, dieci anni di vicepresidenza, e diversi anni fa, ho superato il concorso da dirigente e ne sono diventato il preside». Sotto la sua guida, il Marconi di Pesaro non ha inseguito le richieste ma le ha anticipate. Ecco le ragioni del motto “Una scuola con il futuro dentro” che nei fatti si legge nel raddoppio degli studenti che dai mille di quindici anni fa sono oggi ben 2mila e vengono anche da fuori regione. Ma quanto di queste dinamiche sono ad opera di Rossini? «E’ un lavoro di squadra - risponde - che ha consapevolezza di una macchina scolastica sempre più complessa ma nonostante tutto osa mettere in campo cambiamenti anche se stravolge il ritmo del docente». Racconta la sfida di introdurre gli insegnamenti complementari, cioè la possibilità di personalizzare il percorso formativo e renderlo più attinente alle proprie attitudini o alle passioni. Un primo passo verso la scelta della facoltà universitaria. Un’audacia, tuttavia, ancorata saldamente al pragmatismo. «La scuola – spiega - non deve rincorrere la società ma deve interpretare i cambiamenti sociali e dare delle risposte tenendo ovviamente conto dei margini e dei vincoli». Lascia lo scranno di via Nanterre per salire a Villa Caprile e guidare il “Cecchi” uno degli istituti agrari più importanti d’Italia. Prossimo ai 150 anni di attività, è sia tecnico-tecnologico che professionale e oltre all’azienda agraria di 35 ettari, con cantina e serre, ha anche un convitto. Fa sua la mission della dirigente scolastica Donatella Giuliani di farne «un punto di riferimento per il territorio, un luogo di ricerca e di innovazione didattica, un centro culturale, relazionale e di formazione per studenti, genitori, educatori, personale della scuola e cittadinanza tutta per un’educazione-formazione permanente» ma ha anche il delicato compito di concretizzare visioni e progetti che hanno ottenuto grossi finanziamenti legati ai fondi Pnrr. «Un ruolo che, dicono, mi si addice, per il mio modo, come scienziato e tecnico, di avvicinarmi ai progetti e applicarli». È anche un ritorno alle origini. Perché Riccardo Rossini non è solo un preside, anzi il preside dei presidi, considerando che ha l’incarico di rappresentare tutti i presidi della regione Marche, ma è anche un imprenditore agricolo.  Rimasto orfano a soli 16 anni ereditò da suo padre, con il compito di averne cura, una fattoria sul colle Ardizio. Coltiva cereali e fino a pochi anni fa vinificava pure l’uva dei suoi filari di vite. Il che gli dà anche delle competenze pratiche per sostenere queste nuove generazioni che, dal boom delle iscrizioni, stanno leggendo il loro futuro nell’agricoltura, nell’allevamento ma anche nella gestione smart delle coltivazioni, nel breeding, nelle bioenergie. 

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