Anziana con quattro costole rotte aspetta da otto mesi la visita in ospedale

Domenica 23 Agosto 2020 di Andrea Amaduzzi
Fano, anziana con quattro costole rotte aspetta da otto mesi la visita in ospedale

FANO - Otto mesi di attesa per un esame specialistico che nessuno sa ancora dire quando finirà. Ad esserne suo malgrado protagonista Adua Cesaroni, una fanese di 84 anni, e a raccontarla Luca Serfilippi, consigliere comunale della Lega, che parte da quel dicembre 2019 in cui alla donna vengono riscontrate «quattro fratture alle costole in assenza di traumi».

LEGGI ANCHE:
Ladri all'assalto dei negozi: ripuliti nella notte un supermercato e una pizzeria

Tragico scontro tra un'auto e una motocicletta: c'è un morto. Strada chiusa, traffico in tilt

A provocarle secondo i medici «una osteoporosi in fase avanzata» che suggerisce di richiedere «una radiografia morfometrica». L’esame viene programmato per il 14 aprile all’ospedale di Fano Santa Croce ma l’emergenza pandemica lo fa saltare.
 

Come accaduto ad un’infinità di altri pazienti «terminato il lockdown l’impegnativa è stata considerata scaduta ed è stato necessario rifare tutto daccapo» riporta Serfilippi. Non una complicazione da poco, specie per un’anziana, ma sembra che la vicenda trovi il suo epilogo quando viene fissato un nuovo appuntamento «per il primo settembre». Solo qualche giorno fa, però, ecco il contrordine. «Il nuovo appuntamento è stato cancellato poiché a detta dell’operatrice si fanno solo gli esami urgenti» precisa Serfilippi, che registra come l’antipatico cambio di programma sia stato ricondotto alla stessa emergenza Covid che aveva imposto il precedente slittamento «quando la situazione è completamente diversa rispetto a marzo-aprile» aggiunge. «Non è tollerabile che una cittadina non sappia quando potrà fare questo esame specialistico» accusa ora l’esponente leghista, che infila nel mirino «una gestione pressapochista che porta i cittadini a rivolgersi al privato, dove a pagamento si riesce sempre a fare tutto e in tempi brevi», sostenendo anche che «si è abituati alle lunghe liste di attesa, ma perlomeno una volta si sapeva quale era la data da attendere. Oggi pare che senza un aggravamento non si faccia niente». Il rischio paventato, nel caso specifico, è che «a causa dell’osteoporosi la signora subisca una frattura più grave, magari ad un femore oppure ad un anello della spina dorsale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA