I Camillas, il libro e Mirko ucciso dal Covid a 46 anni: Bisio, Maria Antonietta e tutta la città in lutto per il genio gentile

Giovedì 16 Aprile 2020 di Elisabetta Marsigli
Pesaro, i Camillas, il libro e Mirko ucciso dal Covid a 46 anni: Bisio, Maria Antonietta e tutta la città in lutto per il genio gentile

PESARO - Stava per uscire un nuovo libro dei Camillas, una “Breve storia della musica del futuro” per la casa editrice People: e al futuro ha sempre guardato Mirko Bertuccioli, riuscendo ad avere quel fiuto spontaneo per il talento e riuscendo ad essere un motivatore unico e prezioso. Il dolore per la sua scomparsa non accenna a diminuire: Pesaro, la Città della Musica, ha perso uno dei suoi più importanti riferimenti creativi, organizzativi, musicali, stroncato a 46 anni dal Coronavirus dopo 40 giorni d’ospedale. Ieri la sua morte era già statistica, nell’elenco dei decessi stilato giornalmente dal Gores.

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Persino Claudio Bisio ieri nella sua pagina social ha ricordato i Camillas come «geniali e demenziali come piacciono a me!». Maria Antonietta ha pubblicato un lungo e commovente post dove ringrazia Mirko: «È anche grazie a te, al tuo negozio di dischi e ai tuoi consigli, se faccio questo mestiere».
 
«Grazie per avere contribuito a creare uno spazio di creatività e condivisione reali, nessuna posa, nessuna etichetta, nessun recinto, solo uno sconfinato entusiasmo per la musica e per le persone, che metteva sempre tutti a proprio agio. Grazie per avermi supportata, per avere creduto in me, grazie per il tuo entusiasmo, per la tua ironia, per il tuo modo buffo di dire le cose, per la tua purezza, il bene più raro che esiste al mondo e in questo ambiente massimamente».
L’omaggio
Giuliano Antinori, attuale gestore del Gra a Pesaro, ricorda di averlo conosciuto quando “produceva sedie”, lavoro che ha abbandonato nel 2000, alla nascita del Plastic: «Il Plastic era il punto d’incontro dei musicisti e degli appassionati di musica. Letizia Cesarini in arte Maria Antonietta, Guagno, Bugo e tanti altri nomi che poi hanno spiccato il volo gravitavano poco più che adolescenti nelle sale del negozio. Ci bivaccavano. Tutti dicono “non sarà più come prima”, posso solo essere orgoglioso di aver avuto Mirko nel mio prima». «Conosco, e uso apposta il presente perché lo sento qui tra noi ,Mirko da una vita, da ben prima che fondasse con Toto i mitici Camillas. - racconta Mario Mariani - Addirittura furono uno dei pochissimi gruppi cui permisi di varcare la soglia del mio studio di registrazione. Quando capitava di trovarci nella stessa serata insieme era inevitabile un saluto e anche una jam session come è capitato anche l’ultima volta, il 12 febbraio, quando li ho ospitati a Hobo con “Le Favole dei Fratelli Camillas”, un vero capolavoro di fiabe nonsense. Il bis è stata una meta-improvvisazione con Mirko alle tastiere, me al pianoforte e Toto che faceva la radiocronaca dei nostri assoli in cui uno imitava l’altro. Un momento indimenticabile che conserverò sempre nel cuore con una lacrima e un sorriso». 
Il caposaldo
Per Roberto Baioni, del circolo Mengaroni, «Mirko era un caposaldo della musica pesarese. Amava la musica a 360° e ha aiutato tante band, così come supportava i locali che la promuovevano. Una persona con un grande cuore: siamo cresciuti insieme, come in una grande famiglia e lui era il padre un po’ di tutti». «Mirko non era solo un musicista: era uno che sapeva fare le cose, - aggiunge Alessandro Baronciani - come il primario di un ospedale dove suonavano tutti. Era importante per la città e per tutti noi. Lui e Guagno sono due perdite enormi per Pesaro, sono andati via i nostri punti di riferimento».

Ultimo aggiornamento: 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA