Pesaro, controlli Covid, putiferio alla richiesta di documenti: spray al peperoncino e denuncia per due ragazzi

Sabato 9 Maggio 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, controlli Covid, putiferio alla richiesta di documenti: spray al peperoncino e denuncia per due ragazzi

PESARO - Troppe persone al mare e nei parchi in barba alle norme per il contenimento del coronavirus. Continue segnalazioni alle forze dell’ordine soprattutto per capannelli che si formano al parco di Villa San Martino ma anche in via Lubiana, Cinque Torri e ovviamente in zona mare.

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La polizia locale è impegnata in controlli a partire dalla pista ciclabile, la capitaneria di porto sta intervenendo a piedi in spiaggia ma anche con la motovedetta. Carabinieri e polizia di Stato stanno facendo controlli per disperdere assembramenti spontanei. Una situazione difficile in cui la tensione può salire alle stelle. In centro è servito lo spray al peperoncino per calmare gli animi a due ragazzi che hanno reagito bellicosamente alla richiesta dei documenti: hanno rimediato una denuncia.
 
Momenti di tensione
Come è accaduto giovedì sera in piazzale della Libertà. Qui una pattuglia della volante della polizia ha visto un capannello di giovani. Così è scattato il controllo. Hanno chiesto i documenti a un ragazzo nigeriano di 23 anni, ma lui ha risposto di non averli. Nel frattempo si è avvicinato un altro ragazzo di 24 anni, in bici. I poliziotti hanno chiesto anche a lui i documenti, ma per tutta risposta il giovane ha detto: «Non vi do niente, cosa volete da me? C’è tanta gente in giro, proprio a me?». I toni erano più accesi e il vocabolario più scurrile. Gli operatori hanno quindi invitato il ragazzo alla calma, ma lui voleva andarsene in bici. Così hanno cercato di trattenerlo ma è scappato. Il tentativo di fermarlo ha innescato la reazione del 24enne che ha strattonato l’agente e poi gli ha afferrato il polso torcendoglielo. 
Spray per calmare
Poi si è scagliato contro l’altro operatore che si è visto costretto a utilizzare lo spray al peperoncino. Il ragazzo, che indossava gli occhiali, ha ripreso la bici e ha tentato di andarsene urlando frasi come: «Dovete farmi andare, chi vi credete di essere». E giù insulti e improperi. Dopo qualche minuto pareva tornata la calma, ma alla nuova richiesta di documenti, il 24enne ha risposto ancora picche. Così i poliziotti si sono visti costretti a doverlo far salire sull’auto per portarlo in questura per i controlli di rito. Ma per farlo salire in macchina è iniziata una nuova colluttazione. Qui è entrato in scena anche il ragazzo straniero che ha cercato di ostacolare un agente. Il tutto mentre riprendeva la scena con il telefonino. Il tutto condito da insulti come: «Siete degli infami fascisti, bastardi maledetti, questa è una dittatura». A supporto è arrivata un’altra pattuglia e i giovani sono stati fatti salire in auto dove sono continuati gli insulti da parte del ragazzo straniero. Una volta in questura i due giovani hanno fornito i documenti e i poliziotti hanno chiesto loro se necessitavano cure mediche, in particolare al ragazzo di Pesaro per lo spray urticante, ma visto che aveva gli occhiali il bruciore era stato lieve. Per il pesarese è scattata la denuncia per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale oltre al rifiuto di non aver esibito i documenti. Per il nigeriano, con precedenti per droga e reati contro la persona, è scattata la denuncia per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Entrambi sono stati multati per non aver rispettato il decreto sul divieto di spostamento. I poliziotti sono stati medicati al pronto soccorso per aver riportato un trauma cervicale e lombare a seguito della colluttazione. Per entrambi prognosi di 7 giorni.

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