Caro metano, i distributori chiudono: da Cagli bisogna arrivare ad Apecchio o in Umbria

Caro metano, i distributori chiudono: da Cagli bisogna arrivare ad Apecchio o in Umbria
di Chiara Azalea
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Domenica 13 Marzo 2022, 02:40

CAGLI - Resta completamente scoperta sul fronte del metano per auto la zona di Cagli dopo lo stop all’erogazione dei due distributori che coprivano il territorio: Catria Energy in località Smirra e il distributore di solo metano in via Flaminia ad Acqualagna, e l’apertura a intermittenza, per problematiche tecniche, della pompa di metano del distributore Agip di Cagli.

 

Le difficoltà

Insomma un bel guaio anche perchè spesso la sosta con rifornimento a Cagli è nevralgica per chi viaggia verso Roma. Da oltre una settimana infatti, stop totale per i due distributori all’erogazione del metano, a causa dei costi lievitati a dismisura, arrivando, in certi casi, a quintuplicare il prezzo al chilo rispetto a qualche mese fa. Grande il disagio per i tanti automobilisti con le vetture a metano del territorio che, per rifornirsi, sono costretti a cambiare regione, arrivando a Gubbio, o spostarsi ad Apecchio dove i costi al chilo sono ancora sotto i due euro. La difficoltà più grande resta per le auto monovalenti che hanno un’autonomia di benzina molto bassa, rendendo imprescindibile il pieno di metano. Se molti automobilisti possono ancora contare su una discreta riserva di benzina nelle auto bifuel a Metano, infatti, così non è per i modelli monovalenti. Si tratta di tutte le auto che, secondo il regolamento Ece-Onu R 115, Artt. 2.1.3 e 2.1.4, sono omologate con una riserva di carburante secondario fino a quindici litri. «Nel weekend e nel tardo pomeriggio, mi organizzo per andare a Gubbio o ad Apecchio per fare il pieno alla macchina così da poter avere autonomia per andare al lavoro» commenta un automobilista cagliese che lavora lungo la costa. «Dal 4 marzo abbiamo deciso di interrompere l’erogazione del metano nei distributori Catria Energy di Cagli e di Pergola, abbiamo un contratto a prezzo variabile e avremmo dovuto vendere ad un prezzo che oscilla dai 4 ai 5 euro al chilogrammo» commenta Gregory Rosati, socio e amministratore dell’impianto Catria Energy, evidenziando come la pompa del metano sia rimasta aperta solo nel distributore di Fossombrone, nel quale, grazie a un contratto più “vantaggioso” il costo al chilo sia, ad oggi, sui 2,599 euro. Difficile, al momento, stimare la riapertura dei due punti di erogazione di Cagli e Pergola, essendo il prezzo di vendita vincolato all’andamento del TTF, acronimo di Title Transfer Facility, il mercato all’ingrosso del gas naturale tra i più grandi e liquidi dell’Europa continentale. 

La variabilità

«A causa dei contratti a prezzo variabile, nei mesi scorsi, siamo stati i primi a dover aumentare il prezzo di vendita del metano e abbiamo ricevuto attacchi anche personali e pesanti da parte degli automobilisti, pur non conoscendo le dinamiche del mercato. Per questo, ad oggi, abbiamo preferito chiudere con la speranza di poter tornare presto ad una situazione di normalità» conclude Rosati.

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