Prezzi del metano alle stelle, le pompe chiudono. L'ira dei gestori: «Impossibile andare avanti»

Prezzi del metano alle stelle, le pompe chiudono. L'ira dei gestori: «Impossibile andare avanti»
Prezzi del metano alle stelle, le pompe chiudono. L'ira dei gestori: «Impossibile andare avanti»
di Francesca Pasquali
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Domenica 13 Marzo 2022, 05:55

FERMO - Sos metano nella media Valtenna. Tutte le quattro stazioni di rifornimento sono chiuse. Il prezzo del gas schizzato alle stelle ha obbligato i distributori a spegnere le pompe. Cancelli sbarrati e cartelli con scritto “chiuso” accolgono gli automobilisti. Dicono che, finché i prezzi non scenderanno, le cose resteranno così.

 

«La situazione è ingestibile. È impossibile andare avanti. Il metano, ormai, non si vende più», spiega Mauro Vitali, che gestisce due stazioni di rifornimento a Piane di Montegiorgio. E che, da una settimana, le ha chiuse entrambe. «È stata una decisione molto difficile – dice – ma, quando nell’arco della giornata, vendi meno di un terzo del solito, sei costretto a farlo. O scrivevo cinque euro e non sarebbe venuto nessuno o chiudevo l’impianto. Ho fatto così». Oltre a Vitali, a casa, per adesso, restano anche i suoi tre dipendenti. Mentre le auto tirano dritte davanti ai distributori chiusi, c’è chi si ferma a scattare una foto che poi condivide sui social, dove il dibattito sul caro-prezzi impazza. «Il metano è il carburante del popolo, perciò è giusto che il popolo lo abbia. Ma non è possibile che c’è chi lo paga 4,50 euro e chi uno o addirittura meno. Vista la situazione attuale, penso che i contratti andrebbero rivisti», fa sapere il proprietario della stazione.

«È da ottobre che stringo i denti. Ci ho rimesso soldi miei per poter pagare tutto. Adesso – prosegue – non è più possibile, anche se non ci dormo la notte. Il problema è che a nessuno importa nulla. Ho provato a contattare la Regione, ma niente. Non si rendono conto che la questione riguarda tutti. Io voglio solo fare quello che ho sempre fatto, da quarant’anni: lavorare». Scene del tutto diverse ai distributori di Mauro Cardinali. Davanti a quello di Salvano, la fila c’è ogni giorno per tutto il giorno. Un serpentone che, in certi momenti, arriva fino alla strada principale. Il prezzo ancora sotto l’euro (0,99) fa gola a tanti, non solo nel Fermano. Lì, arrivano anche dall’Anconetano e dal Maceratese a fare il pieno. La voce s’è sparsa e gli automobilisti fanno volentieri qualche decina di chilometri in più pur di risparmiare.

Parla di «atto di coscienza», Cardinali. «Applichiamo la tariffa di sempre, mantenendo la nostra linea di condotta: corretta, senza fare sconti». Se nella stazione di Salvano il prezzo continua a non salire – spiega l’imprenditore – è perché è bloccato grazie a un contratto del 2018, che resterà in vigore fino a novembre di quest’anno. Quindi, ancora per otto mesi, lì il prezzo resterà quello.

«Nonostante il contratto, potremmo applicare una tariffa più alta, ma non lo facciamo per andare incontro ai clienti. Abbiamo fatto una scelta e abbiamo avuto la fortuna di poter bloccare il prezzo per alcuni anni, rinunciando a un guadagno sicuro, corretto e onesto», dice Cardinali. E racconta di clienti che «si commuovono perché in questo modo possono continuare a lavorare, mentre altrimenti non potrebbero». «Lo facciamo per loro. È il nostro modo – chiosa – per dare una mano».

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