Rammarico e preoccupazione per l'addio di Gnudi. «Ennesima uscita, ora si accenda un faro su Marche Nord»

Il pronto soccorso di Marche Nord
Il pronto soccorso di Marche Nord
di Lorenzo Furlani
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Sabato 26 Marzo 2022, 03:05

PESARO - Rammarico e preoccupazione. Sono le reazioni alla notizia delle dimissioni da Marche Nord di Umberto Gnudi, il medico che ha diretto il Pronto soccorso dell’azienda ospedaliera nei due anni burrascosi della pandemia dando testimonianza con il suo esempio professionale del sacrificio e dell’impegno del personale sanitario nella lotta al Covid-19, particolarmente nel reparto su cui si è scaricata nella prima ondata la forza d’urto di uno tsunami.

 

Gnudi lascia, come ha dichiarato, per il venire meno della fiducia nei suoi confronti della direzione aziendale, che al momento di rinnovare l’incarico di direttore facente funzioni - dopo l’interruzione del contratto di lavoro con il primario Stefano Loffreda che appunto Gnudi sostituiva - gli ha preferito, in attesa del concorso per il nuovo direttore, il responsabile del Pronto soccorso di Fano, Giancarlo Titolo.

La lettera aperta
Il rammarico è per la perdita di una risorsa qualificata, forgiata dall’esperienza più severa; la preoccupazione è per la possibilità che la sua uscita provochi un’ulteriore falla nell’organico del reparto a cui sarebbe estremamente problematico sopperire per la cronica carenza di specialisti. All’ex direttore Gnudi indirizza una lettera aperta il sindaco di Mombaroccio, Emanuele Petrucci, molto attento alle vicende di Marche Nord, che esprime inquietudine sulla gestione dell’azienda per il ripetersi delle uscite di figure professionali di rilievo della sanità ospedaliera pesarese.

«Apprendo dal Corriere Adriatico della sua decisione di lasciare Marche Nord e, in particolare, il suo e nostro Pronto soccorso - scrive Emanuele Petrucci -. Come sindaco ma anche concittadino provo forte sentimento di rammarico perché, anche tramite i riferimenti di numerosi miei concittadini mombaroccesi, sono a conoscenza del servizio da lei prestato unitamente a quello dei suoi collaboratori. Purtroppo ci risiamo. Un altro stimato professionista medico saluta Marche Nord e allunga l’elenco di quanti hanno lasciato questa azienda per ragioni su cui, prima o poi, la Regione dovrà accendere un faro. Il caso del dottor Valentini che, per rimanere in servizio, anche a titolo gratuito, ha avuto bisogno non di una ma di due sentenze della magistratura, ci rende, purtroppo, assai dubbiosi sulla volontà politica di accendere un faro anche sul suo caso. E, intanto, voci insistenti circolano a conferma della sua previsione circa la possibilità di una “fuga” di altri medici».

Il sindaco di Mombaroccio conclude la sua missiva ringraziando il dottor Gnudi per la sua opera e facendogli gli auguri per il «proseguimento della sua carriera che, sono certo, continuerà ad essere brillante altrove».

«Nessuna antitesi con Titolo»
A salvare il salvabile pensa la consigliera regionale del Pd, Micaela Vitri. «Capisco perfettamente la reazione di Gnudi, stritolato nella morsa della direzione - commenta Vitri -. Purtroppo però ora qualunque commento a suo supporto verrebbe interpretato contro Giancarlo Titolo, che invece è un professionista stimato e non va messo in antitesi a Gnudi. La preoccupazione però ora è soprattutto per altri eventuali abbandoni che, vista la situazione disperata, mi auguro non avvengano».

La vicenda professionale di Umberto Gnudi è esemplare, per le sue ripetute segnalazioni di sofferenza dell’operatività del reparto, della mancanza di risposte tempestive per l’emergenza del Pronto soccorso. «Queste dimissioni sono la conseguenza diretta di scelte aziendali e regionali sbagliate o tardive - commenta Marta Ruggeri, capogruppo regionale del M5s -. Oltre al fatto di perdere un bravo professionista, serio, stimato, coraggioso, preparato e instancabile, ora corriamo il rischio che lo seguano altri operatori sanitari lasciando il Pronto soccorso sguarnito di personale ancor di più».

«Diritto alla salute contratto»
«Alcune domande nascono spontanee - sottolinea Ruggeri -: perché solo ora sono stati attivati i 22 posti letto di osservazione breve intensiva e la charging room per la continuità assistenziale, nonostante fossero richieste avanzate dal dottor Gnudi già dalla primavera 2021? Perché i concorsi regionali sono ancora così poco attrattivi e dei 13 medici annunciati a dicembre dall’assessore Saltamartini ancora al Pronto soccorso non se n’è visto neanche uno? Nonostante tutti sapessero qual era la situazione denunciata pubblicamente e portata anche dalla sottoscritta nelle sedi deputate, nessuno è intervenuto in modo tempestivo e risoluto, a che cosa porterà questo lasciar galleggiare i problemi, senza cercar di risolverli, lo sapremo solo nell’immediato futuro. Certo è che i cittadini della ex provincia felice vedono giorno dopo giorno contrarsi il loro diritto alla salute e tutto ciò è vergognoso e intollerabile».

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