Fondi europei al veleno in consiglio regionale. Duello Bora-Castelli e il bar diventa un saloon

Venerdì 15 Aprile 2022 di Martina Marinangeli
L'aula del consiglio regionale

ANCONA - Approvazione con polemica. Ieri il consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità al pacchetto da oltre 1 miliardo di euro di fondi europei Fesr e Fse+ per il settennio 2021/2027, ma frizioni sui due documenti – che passano al vaglio di Bruxelles – si sono registrate dentro e fuori dall’aula, nonostante il voto favorevole anche dall’opposizione. Scintille tra l’assessore competente Guido Castelli e la relatrice di minoranza Manuela Bora - consigliera dem ed ex titolare della delega ai fondi Ue - sulle risorse per l’accesso al credito, anche a lavori conclusi.

 

Qualche bacchettata era arrivata anche dal Crel, il Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro che comprende imprenditori di vari settori, sindacati, rappresentanti dei lavoratori e del terzo settore. Ma procediamo con ordine. Il clima teso.


Il clima teso 
Le due proposte di atto amministrativo approvate ieri prevedono 586 milioni di euro per il Por Fesr e 296 milioni per il Por Fse+, a cui si aggiungono i 154 di Poc (piani operativi complementari, finanziati con risorse nazionali), di cui 102 Poc Fesr e 52 Poc Fse+. «Le risorse europee a nostra disposizione sono appena sufficienti per porre rimedio ai danni portati dalla pandemia – ha osservato il governatore Francesco Acquaroli –, non certo alle conseguenze della guerra in Ucraina. Dobbiamo rispondere alle urgenze». E punta l’accento su «sostegno e rilancio delle imprese, sviluppo, innovazione e specializzazione intelligente per un territorio più competitivo, infrastrutture, lavoro e formazione, sociale, rivitalizzazione dei borghi contro lo spopolamento e per il rilancio del nostro territorio». Nel dettaglio del Fesr, la quota più alta (310 milioni di euro) viene allocata per rafforzare la struttura del sistema imprenditoriale delle Marche, attraverso la specializzazione intelligente dell’economia regionale. L’altra sfida è la svolta green, a cui sono destinati 220 milioni (di cui il 23% alla mobilità sostenibile). Quanto all’Fse+, la quota maggiore andrà all’asse che riguarda l’occupazione (104 milioni), seguito dall’asse Inclusione sociale a cui andranno 91 milioni. 


La situazione
«Ora il grande tema è l’attuazione – ha fatto notare Castelli –: le risorse non possono stazionare nelle casse della Regione. Le liquidazioni devono essere fatte bene e celermente». Se la maggioranza ha fatto scudo intorno alla programmazione definita dalla giunta Acquaroli, aspre critiche sono piovute dal Pd. La relatrice di minoranza Bora ha evidenziato il lavoro portato avanti nella precedente legislatura, parlando di importanti risultati. «Si procede nel solco già tracciato, ma non mancano perplessità sulla programmazione dell’attuale maggioranza». Tra le principali carenze, per l’ex assessora, «l’assenza di progetti in materia di sanità, le poche risorse per il settore salute e benessere, gli insufficienti 17 milioni per la parità di genere». Ma la critica principale, Bora la muove verso le risorse al credito: «appena 29 milioni per il fondo di garanzia; ne avevamo messi 43». 


Le critiche
Di qui una guerra di numeri tra Bora e Castellii, con toni sempre più accesi. Lo strascico dello scontro nel bar del Consiglio, scenario di una rissa verbale al vetriolo tra i due. In aula, il dem Fabrizio Cesetti ha ricordato le critiche del Crel che, oltre a rimarcare l’impossibilità di riunirsi «entro la scadenza del termine ai fini del parere di competenza», rileva una «grave carenza» nell’asse del Fesr Un’Europa più sociale e inclusiva «che impedirà alla Regione di dotarsi di un’infrastrutturazione sociale adeguata ai bisogni dei cittadini e valorizzare le molteplici risorse del territorio, ivi incluse le organizzazioni del Terzo Settore». Inoltre, sempre secondo il Crel, «tutta l’infrastruttura Digital Innovation Hub sembra non ricorrere nella programmazione delle risorse Fesr».

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