Coronavirus, dalle Marche 200 milioni a fondo perduto per famiglie e imprese/ Come fare domanda

Martedì 16 Giugno 2020 di Martina Marinangeli
Coronavirus, dalle Marche 200 milioni a fondo perduto per famiglie e imprese

ANCONA - Oltre 40milioni di euro andranno ad attività produttive, lavoro e istruzione. Alla sanità ne spetteranno 39.790.608, quale finanziamento destinato alla costituzione di posti letto di terapia intensiva e subintensiva. Da sole, queste due voci assorbono più della metà delle risorse “sparate” dal primo colpo del bazooka regionale, pari a circa 145 dei 211,7 milioni di euro totali di cui si costituisce la manovra per il «sostegno ai cittadini, alle imprese, ai professionisti colpiti dall’emergenza Covid-19».



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La giunta ha ieri approvato le prime 50 misure, che toccheranno praticamente tutti i settori economici e sociali. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di contributi per accedere ai quali basteranno pochi clic sulla piattaforma raggiungibile dall’indirizzo web www.regione.marche.it/piattaforma210, dove sarà possibile caricare le proprie domande h24. L’apertura sarà comunicata nelle prossime ore e in tempo reale sul canale ufficiale Telegram della Regione Marche e attraverso tutti gli altri canali informativi. 
 
Le altre delibere 
«All’appello - spiega il governatore Luca Ceriscioli - mancano ancora, tra le altre cose, oltre 20 milioni di euro di contributi a fondo perduto sugli interessi passivi per le imprese, e circa 40 milioni di euro aggiuntivi in sanità: in questo secondo caso, dobbiamo incrociare le misure con quelle già fatte dall’Asur, per questo ci siamo presi un po’ più di tempo. Ma anche il resto delle risorse previste dalla manovra sarà a breve oggetto di altre delibere». 
I numeri 
Per quanto riguarda le 50 già approvate ieri, invece, i richiedenti, seguendo una procedura semplificata, potranno presentare domanda con pochi clic attraverso moduli informatici, in parte precompilati, presenti nella piattaforma e dedicati alle singole misure, che interessano i settori di turismo e cultura (19.250.000 euro), infrastrutture e trasporti (15 milioni), sostegno locazione (5.245.000 euro), servizi sociali ed educativi, comprese la fascia 0-3 anni e le scuole paritarie, finora grandi assenti tra le misure nazionali (15.831.448 euro), sanità (39.790.608 euro), politiche agroalimentari (8,5 milioni), attività produttive, lavoro e istruzione (40.611.300 euro), informazione e comunicazione istituzionale (514.600 euro). Sotto la spinta del governatore, che ha chiesto un certo sprint sulla manovra, i servizi di palazzo Raffaello si sono messi in moto alla velocità della luce per definire il perimetro entro il quale distribuire le risorse, in modo tale che non si sovrapponessero al decreto Rilancio del governo Conte. Alla sfera “Attività produttive, lavoro e istruzione”, si diceva, andrà il contributo più cospicuo, come era facile immaginare.
L’autocertificazione
La parte più cospicua (36,5 milioni di euro) andrà ai «contributi a fondo perduto a titolo di indennità una tantum a causa del mancato guadagno, per la formazione, per la sicurezza anti-Covid e per far fronte alla sicurezza aziendale», ripartiti tra imprese della ristorazione fino a nove addetti (11.388.000 euro), bar e gelaterie fino a nove addetti (5.191.500 euro), parrucchieri, estetisti e benessere fino a nove addetti (6.760.500 euro), commercio fino a cinque addetti (9.730.000 euro), altre attività artigianali e di servizi con zero addetti (3.449.000 euro). Come per la stragrande maggioranza delle misure previste dalla manovra, basterà l’autocertificazione per accedere al contributo. Per il sostegno alle locazioni, a ricevere un contributo - per un budget totale di 4.045.000 euro - saranno le famiglie che risiedono in abitazioni in affitto e che hanno subito una diminuzione del reddito a causa del Covid, mentre nel settore Tpl, tra i beneficiari ci sono «gli studenti residenti nelle Marche iscritti a un ateneo marchigiano con contratto di locazione, appartenenti a famiglie che hanno subito una diminuzione del reddito disponibile», le aziende del Tpl extraurbano, le imprese che svolgono il servizio di trasporto passeggeri non di linea (taxi, noleggio con conducente, gestione impianti a fune montani). Altri 6,2 milioni andranno a Trenitalia per compensare i minori introiti.

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