Fallimento Ascom, Mario Volpini assolto: «Otto anni duri, ma non cerco vendette»

Mario Volpini, a destra, con l'avvocato difensore Paolo Giustozzi
Mario Volpini, a destra, con l'avvocato difensore Paolo Giustozzi
di Benedetta Lombo
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Martedì 7 Giugno 2022, 08:11

MACERATA - Bancarotta fraudolenta, assolto Mario Volpini. Per i giudici del collegio “il fatto non sussiste”. L’ex presidente di Confcommercio Macerata: «Sono felicissimo ma sono stati 8 anni di grande sacrificio sia da parte mia sia delle persone che mi sono molto vicine». La sentenza è arrivata nella tarda mattinata di ieri all’esito della camera di consiglio. Anche il pubblico ministero Vincenzo Carusi aveva chiesto, al termine della requisitoria l’assoluzione per Volpini. Il camerte oggi ha 75 anni, di cui 38 nell’associazione: una vita. 

 

«Ho ricoperto tutte le cariche in Confcommercio – ha ricordato lui stesso a margine dell’udienza -, da presidente di delegazione di Camerino a consigliere della provincia di Macerata, dal 1999 fino al 2014 presidente della Confcommercio di Macerata, dal 2000 al 2010 consigliere confederale della Confcommercio, 4 anni di presidenza dell’Unione regionale della Confcommercio». Volpini era finito sotto processo perché in qualità di presidente del Cda della Ascom servizi integrati per l’impresa srl e del Centro autorizzato assistenza fiscale Ascom Macerata Caf imprese srl, entrambe fallite a marzo del 2015, avrebbe creato artificiosamente – queste erano le contestazioni - alcune poste di bilancio facendo apparire le società senza alcun problema finanziario (a danno dei creditori), mascherando perdite di esercizio e aggravando il dissesto delle due società fallite».

Tramite il proprio legale Paolo Giustozzi, Volpini ha dimostrato che invece le poste di bilancio attive erano state verificate dagli stessi revisori dei conti. «Da quel momento – ha aggiunto ieri Volpini - non sono più entrato negli uffici dell’associazione e per 4 mesi non sono uscito da casa. Mi sono dimesso da tutti gli incarichi anche dai Lions. L’associazione era un grande impegno, le dedicavo otto ore al giorno, tutti i giorni, e vedere un comportamento così, sono rimasto esterrefatto. Ma questa è la vita, bisogna andare avanti». 

«Non ho lo spirito di abbandonare tutto - conclude -, ma questi anni sono stati molto pesanti, sono passato da una vita in cui ero occupato 13-14 ore al giorno a una vita passata a casa a fare le fotocopie della documentazione che sarebbe potuta servire in aula. Non chiamerò nessuno e non cerco vendetta».
 

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