Porto Sant'Elpidio, cercano droga, trovano soldi e pistole: arrestata la moglie del detenuto

Mercoledì 23 Ottobre 2019 di Sonia Amaolo
Porto Sant'Elpidio, cercano droga, trovano soldi e pistole: arrestata la moglie del detenuto

PORTO SANT’ELPIDIO - Blitz in via Adriatica ieri mattina, al quartiere Fonte di Mare, in una casa sono state sequestrate due pistole da guerra e un ingente quantitativo di denaro, arrestata la moglie di un 49enne di origini campane che era finito in manette lo scorso 23 settembre, a seguito di sequestro di cocaina dei carabinieri in un rimessaggio barche. Ieri le ricerche si sono concentrate nella casa dell’uomo mentre lui è al fresco e, da Fermo, risulta trasferito al carcere duro di Ferrara.

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Era monitorato da tempo prima che scattassero le manette e le indagini non si erano concluse un mese fa, con l’arresto. L’uomo era finito in galera insieme a una 33enne moldava. Tutto dopo la scoperta di cocaina e hashish nascosti in quantità nel rimessaggio barche. Ieri mattina dieci uomini tra militari dell’Arma e finanzieri hanno fatto irruzione nella sua abitazione. 
 
Le perquisizioni sono andate avanti per tutta la mattinata. Era presente l’avvocato della difesa Simone Santoro del foro di Macerata. Setacciato palmo a palmo ogni angolo, le ricerche si sono concentrate sul cortile esterno e dentro lo sgabuzzino ricavato dietro l’abitazione, al confine con i binari. Si cercavano droga e armi, è stato utilizzato il metal detector e l’operazione è riuscita. Si ipotizza, oltre allo spaccio di droga, il traffico d’armi. Nel blitz che il 21 settembre scorso aveva portato all’arresto dell’uomo, dopo i controlli al rimessaggio e in un appartamento di via Venezia, dove viveva la moldava, oltre a cocaina, hashish e marjuana, erano state trovate una pistola calibro 22 e una gran quantità di proiettili calibro 9 e 22. Doveva esserci una seconda pistola e le ricerche ieri ne hanno fatte trovare addirittura due, armi automatiche da guerra. Il sequestro di stupefacenti un mese fa era la punta dell’iceberg. 

Nulla trapela delle indagini ma si apprende che l’indagato era monitorato da tempo, era stato fermato e controllato, con la moldava, in via Venezia e al noleggio barche frequentato da tossicodipendenti. Il giudice per le indagini preliminari Maria Grazia Leopardi aveva deciso l’arresto per i due, ritenuti capaci di reiterare i reati che gli vengono contestati, erano state respinte le richieste della difesa, di mettere il braccialetto elettronico a entrambi e i domiciliari solo per lui. Nel rimessaggio barche era stato sequestrato hashish trovato in una roulotte e nel vano motore di un gommone. Nella tasca dei jeans dell’arrestato c’erano invece 7 involucri di cocaina termosaldati. Nel casotto adibito a ufficio un bilancino di precisione, due block notes con nominativi e cifre contabilizzate, un monitor e un videoregistratore collegati a due telecamere a infrarossi. Nell’appartamento di via Venezia altro stupefacente: hashish e marijuana nel lavandino del ripostiglio, cocaina nell’armadio della stanza da letto, una pistola e tanti proiettili, 1.150 euro in banconote da 50 e altra moneta moldava nella borsetta della donna, bilancini di precisione, buste e rotoli di cellophane, bilancia da cucina digitale, macchina per sottovuoto, sacco con involucri per confezionare le dosi, un cellulare. Erano stati sequestrati 1,3 chili di cocaina, 6 chili di hashish e 4 etti di marijuana. La moglie dell’indagato, ieri mattina, è arrivata a minacciare i giornalisti ed è stata prontamente bloccata dai carabinieri, che hanno evitato l’aggressione.

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