Ladro seriale in tre chalet, proprietari esasperati: «Nessuno ha sentito niente? Impossibile»

Venerdì 2 Ottobre 2020 di Serena Murri
Ladro seriale in tre chalet, proprietari esasperati: «Nessuno ha sentito niente? Impossibile»

PORTO SAN GIORGIO - Raffica di furti a Porto San Giorgio. Nella notte di mercoledì un vero e proprio raid ai danni di attività che si trovano sul territorio comunale.

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Brutte sorprese ieri mattina per i gestori dei tre locali coinvolti che all’apertura dei loro locali hanno constatato il danno subito e non hanno potuto fare altro che chiamare la polizia che si è fatta in tre per verificare le modalità delle effrazioni e raccogliere tutte le informazioni del caso che potranno rivelarsi utili alle indagini per riuscire a rintracciare il responsabile (o i responsabili) del raid.
 
Nel mirino il nuovo chiosco di piazza Bambinopoli, Giardino d’estate e Lega Navale; sono stati oggetto di effrazioni e furti. A piazza Bambinopoli, dove è stata forzata una finestra, sconfortata la titolare: nel bottino qualche moneta della cassa, un pc nuovo e un danno da almeno mille euro per l’infisso da sostituire.
La rabbia
Ad alzare la voce è stato soprattutto il titolare del Giardino d’estate, Andrea Rogante, che subito dopo aver scoperto l’accaduto, ieri mattina dopo essersi recato presso l’attività, si è sfogato dicendo che furti del genere non sono più accettabili in una città che si definisce sicura. Rogante sostiene inoltre che per essere riusciti a rompere un vetro antisfondamento l’azione di per sé non può non generare rumore. Perché nessuno ha sentito niente? Lo stesso Rogante, nella stessa attività aveva subito un furto un anno fa, proprio di questi tempi. Nell’ultimo furto dall’attività di Rogante sono stati sottratti liquori e un’impastatrice. Poco lontano da Bambinopoli, anche la Lega Navale, infine, ha scoperto di aver avuto nella notte visite indesiderate che hanno fatto sparire il fondo cassa all’interno del club.
Le indagini
Stando a quanto sostengono gli inquirenti, si tratta di un raid che potrebbe anche essere stato messo in atto dalla stessa persona, visto il contesto e la vicinanza dei locali coinvolti nel raid. Di certo si tratta di una mano esperta, qualcuno che conosceva bene i locali e che, pur sapendo di non poter racimolare un bottino consistente, si è mosso con sicurezza. Ora le indagini della polizia.

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