Colpita da choc anafilattico mentre fa jogging, donna salvata in extremis. Giallo sulle cause

Colpita da choc anafilattico mentre fa jogging, donna salvata in extremis. Giallo sulle cause
Colpita da choc anafilattico mentre fa jogging, donna salvata in extremis. Giallo sulle cause
di Francesca Pasquali
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Mercoledì 28 Ottobre 2020, 10:06

PORTO SAN GIORGIO - Fa jogging sul lungomare, va in choc anafilattico e rischia di morire. Grande spavento, lunedì pomeriggio, per una donna residente a Porto San Giorgio la quale, dopo essersi appoggiata a una palma per fare stretching, si è sentita male.

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La donna, che ha 75 anni ed è una habitué delle corse pomeridiane, per fortuna, è riuscita a tornare a casa e a chiedere aiuto in tempo.

Il racconto

«Vado a correre tre volte a settimana – racconta –, faccio sempre dieci chilometri e non mi era mai successo niente. Finita la corsa, ero seduta su una panchina. Mi sentivo benissimo. Mi sono alzata e ho appoggiato i piedi al tronco di una palma per fare stretching, come faccio sempre». Poco dopo, però, la donna si è sentita male. Vista offuscata e difficoltà a respirare che l’hanno messa in forte allarme sulle sue condizioni di salute. Ha trovato, comunque, la forza per tornare a casa. «Ho fatto le prime scale – ricorda –, poi sono svenuta e sono caduta. Appena mi sono ripresa, sono entrata in ascensore e sono arrivata alla porta. Mi ha aperto mio marito. Mi sentivo morire. Pensavo fosse un ictus». Dopo essersi stesa sul divano, la donna, che l’anno scorso, di questi tempi, aveva vissuto un’esperienza simile, ha cominciato ad avvertire prurito su tutto il corpo. «È arrivata la dottoressa, mi ha dato il cortisone. Appena mi ha vista, ha capito che si trattava di choc anafilattico. Abbiamo chiamato il 118. Siamo andati. Il dottore ha detto che la situazione era molto preoccupante. Mi hanno fatto l’adrenalina. Poi, sono stata dall’allergologo che mi ha prescritto altri esami per fare chiarezza su quanto avvenuto e dato il salvavita. Adesso, non posso più andare in giro senza», racconta. Aspettando di conoscere la causa del malore che ha rischiato di ucciderla, la donna è convinta che, nella brutta esperienza vissuta per due volte, c’entri proprio la palma del lungomare che usa per lo stretching..

I dubbi

Appoggiandosi alla pianta, insomma, avrebbe finito per essere punta da un insetto. Una tesi da verificare che però finisce per suscitare alcuni tumori sugli eventuali rischi legati alla presenza della palma. «Secondo me è pericolosa – chiosa la donna – e andrebbe controllata subito. Lì passa tanta gente. Ne va della sicurezza di tutti».

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