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Droga, protezioni e coperture: i basisti garanti dello spaccio. La situazione resta critica

Droga, protezioni e coperture: i basisti garanti dello spaccio. La situazione resta critica
Droga, protezioni e coperture: i basisti garanti dello spaccio. La situazione resta critica
di Sonia Amaolo
4 Minuti di Lettura
Sabato 20 Agosto 2022, 06:00

FERMO  - Spaccio tra Lido Tre Archi e Porto Sant’Elpidio, scattano i blitz, denunce, sequestri e allontanamenti ma gli spacciatori ritornano. Non se ne esce. Ospiti a casa di amici con la fedina penale non proprio pulita contano sull’ospitalità al pusher. Una nuova forma di profitto. 

 

La punta dell’iceberg 
Il dramma si è palesato 10 giorni fa, con l’accoltellamento di Civitanova dell’8 agosto che ha lasciato per strada un uomo morto. Era un regolamento di conti tra spacciatori e si è scoperto che l’accoltellatore viveva a Porto Sant’Elpidio nascosto nel sottoscala di una casa, un amico lo proteggeva. Trattandosi di omicidio il caso è venuto a galla ma quanti restano in ombra? Nelle ultime settimane si sono infittiti i controlli delle piazze dello spaccio e giovedì la Questura ci è andata pesante con le verifiche. Blitz alla Faleriense. Passato al setaccio un locale considerato sospetto, impegnati nell’operazione agenti in divisa e in borghese, uno spiegamento di forze notevole: 4 autocivette e una squadra volante. 


Battaglia tra due clan 
L’intemerata delle forze dell’ordine faceva seguito ai numerosi sopralluoghi dei giorni scorsi e dopo una faida tra bande fuori da un bar dove sarebbero coinvolti due clan: nordafricani titolari dei fortini della droga alla Faleriense e un gruppo di nuovo insediamento tra cui figura una quarantenne romena che addirittura dovrebbe essere fuori dalle Marche. Il giudice delle indagini preliminari ad aprile ha emesso un provvedimento di divieto di dimorare nelle Marche alla donna, dopo che è stata trovata in casa a vendere 125 dosi di cocaina a 20 euro a pacchetto. Nel blitz di giovedì lei non c’era, c’erano due giovani che sono stati fermati, controllati e rilasciati. Non trapela di più dalle indagini in corso ma la presenza di soggetti che, in barba ai provvedimenti del Tribunale, continuano a reiterare i reati pone il problema della sicurezza. 


Dubbi e ipotesi 
A che servono i fogli di via se non vengono rispettati? Si vanifica così anche l’enorme lavoro che stanno facendo le forze dell’ordine mettendo a rischio anche la loro incolumità. C’è un’organizzazione a monte nell’ospitalità a soggetti socialmente pericolosi? Se lo domanda l’assessore alla Sicurezza di Porto Sant’Elpidio Vitaliano Romitelli, ponendo la questione del pass per l’Italia da negare a chi è senza lavoro: «negli ultimi cinque anni, dall’inizio del mio mandato, siamo sempre stati in prima linea sul fronte dei controlli – dice Romitelli – carabinieri e polizia presidiano il territorio notte e giorno, applicano la legge, ma il problema è a monte. Chi arriva in Italia deve dimostrare di avere un lavoro altrimenti la situazione diventa incontrollabile ed è un problema per tutti. Dimostrare di potersi sostenere economicamente è il primo passo per la regolarità». 


Serve un censimento 
A Lido Tre Archi, nonostante le telecamere e il presidio h24 come a Porto Sant’Elpidio, i residenti si lamentano per l’esagerata presenza di persone agli arresti domiciliari, ne risultano una trentina addirittura, con obbligo di firma: «li portano tutti qui - dice il portavoce del comitato dei residenti Gabriele Voltattorni – tutti a Tre Archi. E il problema si estende a vicina Porto Sant’Elpidio per forza di cose. Non è questione di controlli perché la presenza dei carabinieri non si può negare. Qui ci vuole un censimento, è da tanto che lo diciamo, si faccia finita l’estate, quando i turisti se ne sono andati, per controllare tutti gli appartamenti, affittati e di proprietà. Incrociando i dati di affitti, Tari, catasto si capisce chi vive del suo lavoro e chi no. In via Tobagi i blitz sono costanti ma la situazione è sempre punto e a capo, continuano a spacciare e sono sempre gli stessi». 

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