Area vasta 4 attesa per il nuovo direttore: ecco i requisiti fondamentali secondo il comitato per la salute

Venerdì 11 Giugno 2021 di Francesca Pasquali
Area vsta 4 attesa per il nuovo direttore: ecco i requisiti fondamentali secondo il comitato per la salute

FERMO  - Professionista competente. Conoscitore del territorio. Aperto al confronto. E con alle spalle un ruolo di primo piano dentro l’Ordine dei medici. Per il Comitato spontaneo per la salute del Fermano, i quattro requisiti, il futuro direttore dellArea vasta 4, li dovrà avere tutti. Il gruppo di cittadini che ha cominciato a farsi conoscere dalle colonne dei giornali, la settimana prossima formalizzerà la sua esistenza davanti a un notaio.

 

Nel frattempo, s’è dato da fare. Lista della spesa alla mano, ha incontrato la direttrice generale dell’Asur, da due mesi reggente dell’Area vasta 4, Nadia Storti. Piano d’emergenza per i reparti del Murri, telecamere al pronto soccorso (dopo l’anziano scappato e ritrovato per strada in stato confusionale), viabilità e parcheggi da rivedere attorno all’ospedale, più controlli, di notte, per i pazienti, le richieste in tema di sicurezza.


Quanto ai servizi, la lista è lunga. Si va dalle attrezzature da incrementare al pronto soccorso a una nuova segnaletica interna al Murri, dall’informatizzazione alla formazione continua del personale. E ancora: supporto psicologico post-Covid per i sanitari, riattivazione del primo soccorso nelle strutture riconvertite, rassicurazioni sull’arrivo del robot chirurgico e sulla rapida formazione di chi dovrà usarlo. Un mare di carne quella messa sul fuoco da Bruno Nepi (ex caposala ed ex coordinatore del Tribunale dei diritti del malato dell’ospedale), Giuseppe Diomedi (ex infermiere) e Tania Gallucci (ex insegnante dell’Istituto sociosanitario di Sant’Elpidio a Mare), i portavoce del comitato «apolitico» che s’è presentato ieri mattina. Nato «perché, dopo il Covid, molte persone sono diventate più sensibili verso la sanità e si sono accorte che il Fermano è la Cenerentola delle Marche e che rischia di restarlo», ha spiegato Nepi. Da qui, «l’esigenza di farci portavoce verso l’Asur» delle necessità del territorio. A partire dal nuovo direttore di Area vasta.


Un fermano, per il comitato, che chiude le porte a «una figura di fuori provincia o regione, scelta solo per meriti politici». Ma loro un nome non lo fanno. Perché – dicono – la decisione spetta ad altri. A chi la pensa all’opposto: come l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, e Storti. Che, da due mesi, vanno ripetendo che, a contare nella fatidica scelta, saranno le competenze. E che i campanili, nella sanità, vanno messi da parte. Discorso che non convince il comitato. «Licio Livini è fermano e medico. Grazie a lui – ragiona Diomedi –, nonostante le ridotte risorse e un ospedale e mezzo, il Fermano ha affrontato il terremoto e la pandemia». Il problema, prosegue, è che «il Fermano non ha figure politiche forti che possano pretendere da Ancona una maggiore attenzione. Che dicano che Fermo esiste». Anche se «in questo momento – ha aggiunto Gallucci –, ritardi e inefficienze possono costare caro. E i cittadini sono stanchi di non avere i servizi per cui pagano».


Come il fermano che, con un tumore all’esofago, ha cercato invano di fare una risonanza nel pubblico. Ha girato tutta la regione, ma i tempi di attesa erano troppo lunghi. Alla fine, s’è rivolto al privato: 500 euro e l’esame era fatto. «Abbiamo a cuore – la chiosa – il bene più prezioso, tutelato dalla Costituzione: la salute, intesa non come assenza di malattia, ma come stato di benessere. Ci impegneremo perché questo principio sia rispettato».

 

Ultimo aggiornamento: 06:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA